Sicurezza
Terminati i lavori sulla spiaggia
Restano perplessità sull’azione antierosione delle scogliere
SAN VINCENZO. L’immagine di una spiaggia distrutta per circa quattro lunghi mesi, ora è scomparsa. Di degrado è rimasto qualcosa proprio alla foce del fosso Renaione, con le pozze ancora presenti. Ma i lavori di bonifica al fosso sono stati annunciati dall’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici Elisa Cecchini, probabilmente prima di giugno.
Per il resto, la spiaggia su cui insistono gli stabilimenti “Delfino” e “Mediterraneo” è stata ripristinata, e i cumuli sono scomparsi sotto l’azione fin troppo marcata di ruspe e trattori. Quelle ruspe e quei trattori che più d’una volta i tecnici della Provincia e della Regione, che lavorano al progetto antierosione delle spiagge di Rimigliano e Sterpaia, hanno consigliato di non usare per non intaccare l’ecosistema. Il primo stralcio dei lavori di protezione del tratto di costa urbana, iniziati in gennaio e affidati dal Comune a Sales per un costo di 409mila euro, sono quindi terminati.
Solo gli ultimi ritocchi da parte degli operai al lavoro tra i primi sanvincenzini e turisti pronti ad inaugurare la spiaggia rimessa a nuovo. Una spiaggia disegnata a scacchiera dalle ruote dei trattori, che scorrazzavano indisturbati sull’arenile. Tutto pulito, sì, ma sono in diversi ad osservare e ad avere più d’un dubbio sia sul loro utilizzo che sull’azione antierosiva del progetto messo a punto.
I massi naturali che hanno sostituito il fragile e costoso geotessuto hanno un impatto senza dubbio minore rispetto a ciò che molti si attendevano: cinque metri circa sopraflutto e alcune decine soffolte. Ma i dubbi restano, e i gestori degli stabilimenti e la gente che osserva preferisce attendere che il tempo dia la risposta definitiva sulla bontà o meno dell’opera. Intanto, con qualcosa più di un mese di ritardo, il primo stralcio è terminato. E la sensazione, a guardare la spiaggia, è una mescolanza di ordine e artificialità. Ordine e artificio nascosti nei massi sopra e sotto il livello del mare. Non resta altro che attendere per sapere se i 409mila euro sono stati spesi bene o meno.
Paolo Federighi
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