Il Tirreno

Lucchini, si fa strada una nuova cordata

di Giorgio Pasquinucci

Sulla scia della Concordia, l’ipotesi di un polo per le rottamazioni navali accende l’interesse per costruire un’acciaieria elettrica

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Il commissario della Lucchini Piero Nardi si appresta a presentare il suo programma al governo e, tra le varie opzioni, rispunta l’ipotesi di sostituire il ciclo integrale con un’acciaieria elettrica.

L’azienda – secondo voci confermate anche da fonti sindacali – ha affidato una valutazione preliminare del progetto di un forno elettrico da 900 mila tonnellate ad una ditta specializzata, che avrebbe concentrato la sua attenzione su un’area vicina ai convertitori.

In questo contesto si inserisce però prepotentemente la vicenda dello smantellamento della Costa Concordia, una operazione che già il ministro dell’Ambiente Orlando ha presentato come un’opportunità per una nuova specializzazione del porto di Piombino. Un polo di rottamazione di grandi navi che metterebbe a disposizione dell’attività siderurgia una grande quantità di rottame.

Proprio su questa opportunità si sarebbe acceso l’interesse di una cordata di imprenditori del Nord, già proprietari di acciaierie elettriche e della Duferco, che oltre a produrre acciaio, è anche fortemente impegnata nel settore delle fonti energetiche rinnovabili.

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