Il Tirreno

«È sempre più necessario fare sistema»

di Cecilia Cecchi
«È sempre più necessario fare sistema»

Pioli non ha dubbi sulle possibilità del settore vitivinicolo anche come traino per il turismo

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SUVERETO. Impegno totale e creativo per una professione che non diventa mai vintage: lavorare la terra. E tanti occupati che si sono persi negli anni, «se fosse stata una fabbrica saremmo scesi in piazza», commenta il sindaco di Suvereto, confidando nelle opportunità che, a suo dire, non vengono sfruttate a pieno.

Giampaolo Pioli (nella foto) - consigliere nazionale dell'associazione Città del vino, dopo esserne stato a lungo presidente - è convinto che l'agricoltura costellata di eccellenze per ortaggi, vino e olio possa rappresentare una delle possibilità per rilanciare la Val di Cornia. Ben 32 le cantine suveretane, con l’ambito riconoscimento Docg ottenuto dai vini locali nel 2010.

«In generale – dice Pioli – il mercato italiano è fermo visto anche l’ultimo Vinitaly. Cosa sta difendendo la produzione vinicola nazionale? Senza dubbio i mercati esteri – conferma – quelli tradizionali come nord Europa e Stati Uniti, ma anche i mercati emergenti come Cina, India, Brasile».

Punto fermo del mercato. «Il nostro vino – ricorda il sindaco – si afferma come una delle principali voci di export. Direi che il canale principale restano gli importatori stranieri». E i siti e.commerce? «Il vino – risponde Pioli – è un prodotto che richiede ancora l’assaggio: poi una volta che è conosciuto, può aprirsi anche al mondo con internet. Ecco perché, in casi così, ha più possibilità un’azienda più grande che può vantare un “brand” già conosciuto. Da qui la necessità di fare sistema, lo so è una parola abusatissima che, però, è sempre valido ripetere».

Fare sistema. «Un modello da allargare anche al resto della nostra agricoltura – prosegue Pioli – per poter seguire come meritano prodotti di assoluta eccellenza come per esempio gli spinaci o i carciofi. Perché qui non abbiamo ancora industrie di trasformazione, una possibile filiera che arrivi fino al cosumatore. Certo, ad eccezione del pomodoro, che però al momento sta attraversando gravi difficoltà. Ma queste sono realtà di possibile sviluppo per il territorio, risultati a cui sono arrivati anche gli studi della scuola superiore Sant’Anna durante l’analisi ancora in corso e di cui, tra poco, sarà presentato un report di medio termine».

Prodotti Doc e turismo. «Un altro aspetto importante legato al prodotto vino – specifica il sindaco – è l’effetto che ha sul fronte del turismo, visto che da solo rappresenta una forte attrazione. Vino più altri prodotti tipici? Il pacchetto diventa enogastronomico e proprio le vacanze enogastronomiche, in linea col benessere, sono in costante crescita. Dobbiamo lavorare di più in quest’ambito, attrezzarci di più, perchè questo è uno dei tanti modi in cui, dall’agricoltura, può venire un aiuto all’economia locale».(c.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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