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Disservizi al depuratore, accuse all’Italian Food

Disservizi al depuratore, accuse all’Italian Food

VENTURINA. Il depuratore è messo male e ogni tanto va in tilt. E’ quanto dichiara Gianfranco Benedettini, assessore all’assetto del territorio. Il problema era stato già accennato da Benedettini nell’...

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VENTURINA. Il depuratore è messo male e ogni tanto va in tilt. E’ quanto dichiara Gianfranco Benedettini, assessore all’assetto del territorio. Il problema era stato già accennato da Benedettini nell’incontro dei giorni scorsi alla saletta comunale con i dipendenti dell’Italian Food e denunciato da Pasquale Petti, amministratore delegato dell’azienda.

Quali le ragioni del cattivo funzionamento? La coltre di fango che si sarebbe depositata sulle vasche e che impedirebbe l’appropriata azione di ripulitura delle turbine. E questa base di fango si sarebbe creata perché la manutenzione è stata insufficiente a causa di una diatriba che si trascina da anni proprio tra l’Asa, che è proprietaria dell’impianto, e l’Italian Food, accusata di essere il fattore, con gli enormi scarichi, che avrebbe compromesso o reso più difficile il funzionamento del depuratore.

Asa ha chiesto in effetti all’azienda di conserve alimentari di sostenere una parte di costo aggiuntivo, rispetto a quello della depurazione, per le maggiori spese di manutenzione. Questa ricostruzione delle cause del malfunzionamento del depuratore vengono contestate dall’Italian Food e da qui nasce lo stallo sulla manutenzione. Benedettini ha avuto un incontro al riguardo con i tecnici dell’Italian Food, il direttore dello stabilimento Luciano Bianchi, e l’ingegnere Lorenzo Maresca dell’Ato 5 per tentare di trovare una soluzione.

«Sto facendo il possibile – spiega Benedettini – per favorire un incontro tra le parti interessate, i tecnici di Asa e dell’Italian Food». La diffidenza tra i soggetti comunque rimane, basti pensare che Asa ha costruito fuori dello stabilimento un pozzetto di ispezione per controllare le tubazioni e verificare che cosa vi venga immesso. «L’amministrazione è sempre stata a fianco delle parti – dice Benedettini – e ha sempre tenuto conto delle esigenze dell’Italian Food. Voglio ricordare al proposito la nostra assistenza lo scorso anno, nel corso del braccio di ferro tra lo stabilimento e i produttori di pomodoro».

Che cosa si dovrebbe decidere nell’incontro tra Asa e l’Italian Food? «Si dovrebbe addivenire ad una convenzione – spiega l’assessore – per stabilire quanto debba pagare lo stabilimento. Può essere stabilita una cifra diversa per l’inverno, quando l’uso del depuratore è minore, e una per l’estate, in cui l’uso è massimo perché avviene la lavorazione del pomodoro. Oppure potrebbe essere stabilita una cifra fissa annuale. L’importante è che una volta stabilito il costo, non ci siano più aumenti». Attualmente il costo al metro cubo di depurazione per l’azienda è di 1,57 euro, che diverrebbero 2 euro con le voci aggiuntive.(f.r.)

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