Sicurezza
Approdo turistico, il bando va deserto e stagione a rischio
Nessuna richiesta per avere la concessione demaniale Ora al Comune di Porto Azzurro mancano 180mila euro
PORTO AZZURRO. Il prezzo d’asta più alto della media elbana, la concessione demaniale di due anni, i criteri per partecipare al bando forse troppo rigidi. Le cause possono essere tante, il risultato uno: la gara per la gestione dell’approdo turistico di Porto Azzurro è andata deserta.
Sulla Banchina IV novembre, sede del palazzo municipale, il 24 aprile non si è presentato nessuno.
E anche quest’anno per affidare il porto longonese probabilmente si andrà in procedura d’urgenza. Vista la stagione turistica alle porte, il sindaco Luca Simoni presto dovrà decidere cosa fare dell’area portuale. Darla in gestione nuovamente all’azienda municipalizzata D’Alarcon, il cui bando per la privatizzazione del 40% è tutto da rifare, oppure concederlo provvisoriamente ad un privato? La strada è aperta, ma ora il Comune dovrà fare i conti con almeno 360mila euro di minori entrate nell’arco dei prossimi due anni.
Frutto di 180mila euro che l’amministrazione si aspettava dalla gestione del porto, che per la prima volta avrebbe potuto assicurare degli introiti certi per il Comune guidato da Luca Simoni. Soldi che facevano comodo, visto che c’è, fra l’altro da colmare il disavanzo del 2011 che ammonta a quasi due milioni di euro.
E si deve fare in tre anni, come evidenziato dalla stessa Corte dei conti regionale, che tiene sotto stretta sorveglianza il Comune di Porto Azzurro. Proprio nell’ultimo consiglio comunale il sindaco Luca Simoni ha evidenziato come manchino ben sessantasettemila euro per pagare la prima delle quattro rate del piano di rientro pluriennale. Piano che andrà comunque rivisto, perché l’amministrazione fra i fondi per finanziarlo ci aveva inserito anche i soldi attesi da una compravendita immobiliare, ancora da concretizzare, che andrà rimossa in quanto gli utili derivanti dalle alienazioni possono solo essere investiti, non utilizzati per ripianare le perdite.
Deficit che è influenzato anche dalla Tarsu: solamente il settanta per cento dei cittadini di Porto Azzurro ha pagato la tassa sui rifiuti almeno fino ad oggi. Per il restante trenta per centol’amministrazione comunale dovrà valutare se sarà conveniente effettuare il recupero crediti, anche se nell’ultima seduta si è parlato genericamente di «migliorare il sistema di persecuzione verso chi non paga».
Così l’asta deserta per la gara del porto rischia essere una croce pesante per l’amministrazione longonese.
L’approdo, lo scorso anno, fece registrare il segno più rispetto al 2011, anche perché i posti barca erano aumentati parecchio rispetto all’estate precedente.
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