Il dolore
L’Imu slitta e i sindaci sono preoccupati
In molti Comuni però ci sono più seconde che prime case e assicureranno un introito sicuro nelle casse degli enti locali
PORTOFERRAIO. La probabile abolizione dell’Imu sulla prima casa soddisfa e preoccupa i sindaci elbani. Per i primi cittadini – tutti contenti nell’eventualità di non tassare ancora i propri concittadini – il timore è che non arrivino sufficienti soldi dallo Stato per colmare le mancate entrate dell’imposta municipale. Le preoccupazioni degli amministratori sono in parte attutite dal fatto che in molti Comuni ci sono più seconde che prime case, circostanza che assicura un introito certo nelle casse degli enti locali. A Portoferraio il sindaco Roberto Peria è soddisfatto. «L’abolizione dell’Imu non cambierà nulla – afferma – ed è una buona notizia. Ora lo Stato dovrebbe dare ai Comuni l’equivalente di quanto incassato l’anno scorso. Se così sarà, visto che l’anno scorso avevamo le aliquote basse, non subiremo conseguenze sul bilancio di previsione». Ma altri, come il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei, sono preoccupati. «Non sono in apprensione per l’Imu in sé – sostiene il primo cittadino marinese – perché sulla prima casa le aliquote erano al minimo e abbiamo il 70% di seconde abitazioni, il che nel 2013 ci farà incassare circa 2 milioni e 200mila euro. Sono però preoccupato per i mancati trasferimenti dallo Stato – continua Ciumei –: se non cambierà nulla saremo costretti a rinunciare alle manifestazioni estive, ma assicureremo i contributi in ambito sociale e sanitario». Il sindaco di Campo nell’Elba, Vanno Segnini, non commenta, mentre Ruggero Barbetti, da Capoliveri, se la prende col governo. «A causa dell’ultima finanziaria non riusciamo a chiudere il bilancio essendo sotto di un milione e mezzo di euro – rivela – quindi non resta che attendere le mosse del governo su Imu e quant’altro. Siamo bloccati».
A Porto Azzurro l’amministrazione ha lasciato inalterata al 2x1000 l’Imu sulla prima casa (che però sembra destinata ad scomparire), mentre si è data tempo fino a settembre per decidere quella sulle seconde abitazioni. Forse, a causa di un disavanzo di 2 milioni di euro da colmare, non è escluso un innalzamento delle aliquote. Il commissario straordinario del Comune di Rio Marina, Girolamo Bonfissuto, attende le decisioni dell’esecutivo. «Sto aspettando ad approvare il bilancio di previsione perché tutto è pregiudiziale all’attività dei Comuni – dice – e sull’Imu aspetto di leggere l’eventuale decreto legge. Certo è che i Comuni non possono campare d’aria: se si toglie l’imposta, dallo Stato devono arrivare soldi». Il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi, si reputa soddisfatta. «Se verrà tolta l’Imu sulla prima casa sarò solo felice – annuncia –. La tassa, l’anno scorso al 3,8x1000 nel nostro Comune, avevamo pensato di ridurla, mentre le altre aliquote rimarranno inalterate. Se non arriveranno soldi dallo Stato – continua il primo cittadino marcianese – dovremo capire dove trovare 200-250mila euro, ma siamo abituati a stare galla. L’importante è dare ossigeno ai cittadini».
È invece allarmato il sindaco di Rio nell’Elba, Danilo Alessi, che in caso di abolizione dell’Imu dovrà rinunciare a 100mila euro.
«Se lo Stato cancella l’Imu e non trova da qualche parte i 2 miliardi di euro - afferma - manda a casa il 90% dei Comuni. In caso di abolizione della tassa sulla prima casa mi riterrei soddisfatto visto che, insistenza sull’Imu è stato uno degli errori del centrosinistra: quest’imposta di municipale non ha niente».
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