Gioco
Tanti supermercati aperti tutto il giorno per gli ultimi acquisti
Un appello dalle associazioni di categoria al Governo «Sostenete la crescita o si muore», e si raccolgono firme
PIOMBINO. Oggi, meteo permettendo, a farla da padrone saranno le gire fuori porta o i pranzi in giardino. E visto che anche l’acquisto dell’ultimo minuti potrebbe essere necessario molte saranno le opportunità disponibili in città. Supermercati aperti con diversi orari. Solo al mattino (8-13) Punto Simply di piazza Costiutuzione, Penny di via Sardegna e Dico di via Lerario. Aperti per l’intera giornata ma con interruzione a pranzo EuroSpin (8,30-13 e 15,30-20) e Penny (8-13 e 15,30-20) su viale Unità d’Italia. Orario continuato per la Conad di via Lerario (ma anche per quella di Venturina) 7,30-20.
Dunque grandi esercizi aperti il primo maggio (ma pure i negozi di vicinato nei paesi vacanzieri, come San Vincenzo) mentre restano critici i sindacati; la Filcams Cgil conferma lo sciopero con lo slogan: «La festa non si vende, si vive» e sono tornate a campeggiare le pagine pubblicitarie sui quotidiani: con la bambina che domanda «Mamma, ma se lavori che festa è?».
Eppure basterebbe ricordare che alcuni servizi fondamentali non si fermano mai: dagli ospedali alle forze dell’ordine o i vigili del fuoco. Sì, c’è lo straordinario, ma questo non coprirà mai il tempo della vita, però il lavoro è lavoro.
Uno dei problemi più scottanti, al momento, non risulta che proprio il lavoro non c’è?
Impossibile accontentare tutti, come sempre: però, proprio in questi giorni, le associazioni di categoria della Val di Cornia, (Cna, Confesercenti, Confcommercio), aderenti a Rete Imprese Italia, raccolgono le firme di sottoscrizione all'appello che sarà presentato il 9 di maggio a Roma, al Governo, per chiedere con urgenza iniziative «prioritarie per la crescita. Senza crescita si muore - si legge nel documento – , e le aziende dell'artigianato, del commercio, del terziario, falcidiate da una crisi senza precedenti, non possono più subire oltre la recessione, un fardello di tasse record, una riduzione del credito importante, una burocrazia opprimente ed una politica inconcludente». L’obiettivo è ridurre la pressione fiscale con «maggiore credito alle imprese e una riduzione del costo del lavoro, con incentivi per assunzione giovani e nuove forme contratturali».
«Anche la Val di Cornia - spiegano – sta attraversando uno dei più brutti periodi della storia moderna, in attesa di capire come si evolverà la situazione della Lucchini, ormai in amministrazione controllata, la Magona con un ridimensionamento importante, e numeri di cassa integrati e disoccupati in crescita». Dunque l’invito in via Ferrer, per la firma di sottoscrizione all'appello.
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