Gioco
Addio sede del tribunale, cause spostate a Livorno
Ancora nessuna risposta alla lettera dei sindaci per mantenere Portoferraio L’accentramento è già in corso, ultime speranze affidate al nuovo governo
PORTOFERRAIO. L’isola d’Elba perderà la sede distaccata del tribunale. Uno scenario che, a meno di colpi a sorpresa, appare certo, dal momento che la lettera inviata dai sindaci elbani al presidente del tribunale di Livorno, con la quale si chiedeva il mantenimento della sede di Portoferraio, non ha ricevuto la risposta sperata. E il termine per presentare l’istanza di mantenimento è scaduta oggi.
Il taglio della sede distaccata di Portoferraio è compreso nel piano di riorganizzazione delle sedi giudiziarie italiane, portato avanti dall’ormai ex governo Monti e che prevede una riduzione drastica degli uffici del giudice di pace e delle sedi distaccate. Se l’Elba è riuscita a strappare il mantenimento dell’ufficio del giudice di pace non ce l’ha fatta per la sede distaccata. I sindaci, a inizio aprile, avevano inviato una lettera accorata al presidente del tribunale di Livorno. I primi cittadini, di fatto, proponevano la stessa soluzione utilizzata in diverse parti d’Italia per la conferma degli uffici del giudice di pace. In pratica i Comuni si sarebbero fatti carico delle spese di mantenimento della sede e della sua manutenzione, in cambio del suo mantenimento sul territorio. La richiesta, tuttavia, non ha trovato riscontro dal presidente del tribunale livornese che, secondo quanto raccolto negli ambienti giudiziari, sarebbe al contrario favorevole ad un accentramento dei processi su Livorno. Il “trasloco”, infatti, è iniziato da giorni. Tutte la cause civili con udienza successiva al 15 settembre sono state trasferite a Livorno. Lo stesso è accaduto per i procedimenti penali. È già iniziata la trasmissione di dati dagli archivi dalla sede portoferraiese e quella di Livorno. Lo sforzo espresso dagli amministratori e dagli avvocati elbani non ha prodotto i risultati sperati. Una speranza residua è legata al cambio di governo e, di conseguenza, al cambio del ministro alla Giustizia (è stata nominata la Cancellieri al posto della Severino). «Contiamo di riaprire la discussione con il nuovo governo», ha spiegato il presidente dell’ordine dell’associazione forense dell’isola d’Elba, Paolo Di Tursi. Il fatto che la Cancellieri appartenesse al governo Monti, non sembra essere un indizio favorevole. Altro spiraglio è legato a una serie di ricorsi presentati nel resto d’Italia, con i quali è stata messa in discussione la legittimità costituzionale del provvedimento del governo Monti e su cui si pronuncerà a luglio la Corte costituzionale.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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