Il Tirreno

Italian Food, domani a confronto lavoratori e Comune

di Francesco Rossi
 Italian Food, domani a confronto lavoratori e Comune

Incontro pubblico non solo sulla tutela dell’occupazione Petti ricorda le difficoltà, Psi e Udc chiedono garanzie

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PIOMBINO. Incontro pubblico in programma per domani – alle 17,30 – alla saletta comunale (in largo della Fiera 5) tra i lavoratori dell’Italian Food, gli agricoltori, i sindacati che rappresentano i lavoratori ed il sindaco Rossana Soffritti.

Dopo una riunione all’interno dello stabilimento, venerdì scorso, e visto che la proprietà dell’azienda ha fatto il possibile per richiamare l’attenzione pubblica sulla difficile situazione, anche i lavoratori hanno deciso di prendere l’iniziativa a tutela del posto di lavoro, chiedendo un confronto con l’amministrazione comunale.

L’incontro sarà aperto a tutti e questo significa che chiunque sia interessato a esprimere il proprio parere potrà intervenire, il che include soprattutto eventuali cittadini che risiedono nella zona di via Cerrini e che vogliano dare testimonianza della tollerabilità o meno dei rumori, dei fumi dell’Italian Food o del transito dei mezzi pesanti a servizio dell’azienda.

Dal canto suo Pasquale Petti amministratore delegato ed uno dei proprietari dello stabilimento, replica a chi lo aveva accusato di portare ragioni pretestuose per non trasferire l’azienda o di non voler affrontare le decisioni che spettano all’imprenditore.

«Sono tre anni che richiamo l’attenzione dell’amministrazione sui vari problemi che incontra l’azienda – ricorda Petti – senza che mai abbia ottenuto un progetto concreto per risolverli. Tutto quello cui l’amministrazione è interessata è la delocalizzazione, ma non si vuol agire per superare quelle difficoltà che sono la causa che rende quasi impossibile procedere al trasferimento a Campo alla Croce. Alla luce di questi risultati – conclude Petti – nessuno si deve sorprendere che si sia giunti al punto di rottura e che siano alte le probabilità di chiusura dell’Italian Food».

Il Psi chiede interventi. Il Partito socialista campigliese interviene sulla difficile situazione dell’Italian Food stigmatizzando «il continuo battibecco con le istituzioni che non è salutare per nessuno, soprattutto per coloro che lavorano, per l’agricoltura della zona e per l’indotto legato alla fabbrica». Da qui la richiesta che «tutte le forze politiche e le istituzioni ai vari livelli si impegnino per mettere l’azienda in condizione di poter svolgere il proprio lavoro con le minori problematicità possibili, nel pieno rispetto della legalità». Il rischio paventato dal Partito socialista è quello del ripetersi dell’esperienza della società CST-NET, per questo, si conclude, «è opportuno utilizzare il buon senso da entrambe le parti, in quanto, speculare su questa condizione di grave disagio diverrebbe pericoloso solo per i lavoratori».

Udc guarda all’occupazione. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Luigi Coppola, della segreteria provinciale dell’Udc. Coppola sembra sottolineare in particolare il rischio di «un nuovo duro colpo all’occupazione femminile».

Ritiene di avvertire dietro la vicenda del rischio chiusura dell’Italian Food la presenza di problemi non così chiari come potrebbe apparire, perciò, afferma, «auspichiamo che vi siano perlomeno il tentativo di superare le difficoltà e la presa d’atto che in un momento di crisi come quello attuale non vi possono essere alibi che giustifichino scelte avventate e definitive». Infine si ribadisce, e qui torna la priorità espressa dall‘Udc, «l’esigenza di non far perdere ulteriori posti di lavoro al femminile alla Val di Cornia, che purtroppo non potranno per lo stato attuale dell’economia più essere rimpiazzati». Coppola chiude proponendo che «in attesa di tempi migliori, si provi a trovare gli strumenti per garantire la continuità produttiva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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