Sicurezza
Continua l’emorragia Pd, lascia anche Cianchetta
SAN VINCENZO. Oggi alle 15,30 alla Cittadella delle associazioni, il Pd organizza la “Giornata del tesseramento”. Ma proprio in queste ore, è in atto una sorta di piccola diaspora dal Pd locale....
SAN VINCENZO. Oggi alle 15,30 alla Cittadella delle associazioni, il Pd organizza la “Giornata del tesseramento”. Ma proprio in queste ore, è in atto una sorta di piccola diaspora dal Pd locale.
Dopo le dimissioni dalla segretaria di Simone Camerini – figlio del vicesindaco Fabio – che seguono quelle di Riccardo Giommetti, Paolo Foti e, per quanto riguarda sindaco e giunta, anche gli altri esponenti del Pd Alessandra Angelini e Franco Guidoni, ecco che giungono all’ultimo minuto anche le dimissioni di Elena Cianchetta, 32 anni, tuttora consigliere comunale.
Le dimissioni di Cianchetta verranno comunicate agli iscritti proprio oggi durante la giornata alla Cittadella. Se le critiche contro la “nomenklatura” locale e nazionale del Pd sono forti e vengono soprattutto dagli iscritti più giovani, il Partito democratico sanvincenzino non può ridere neanche pensando al numero dei propri iscritti. Da quanto dice il segretario del Pd locale Fabio Pellegrini, mentre l’anno scorso gli iscritti erano 400, al momento solo un centinaio hanno rinnovato la tessera. Vedremo oggi e nei mesi futuri che cosa accadrà. Intanto, mercoledì scorso c’è stato un incontro con gli iscritti del circolo locale, cui hanno preso parte una settantina di persone. Ci sono state lacrime, lamentele e grande delusione per le lotte intestine al Pd nazionale fra le moltissime correnti interne. Alla giornata di oggi, l’onorevole Silvia Velo racconterà l’esperienza di questi giorni in Parlamento e si confronterà con la base. In seguito, vi saranno momenti associativi, di svago, ludici e di ristoro. «C’è bisogno di una fase nuova – dice il segretario Pellegrini – e di un cambio di prospettiva. Il Pd va rifondato, sia a livello nazionale che locale. Ci sono stati molti errori di gestione, ed è necessaria una forte discussione che sia momento di crescita e miglioramento. Una discussione che stiamo aprendo anche con i renziani. Ci vuole un progetto e ci vogliono idee. In una situazione di così grande animosità e complessità, abbiamo deciso di dar vita alla giornata del tesseramento per confrontarci con la nostra base. Il nostro non può essere un partito elitario, ma un partito popolare». Il malessere è evidente e si percepisce. La sensazione è che a San Vincenzo si voglia puntare sui giovani. Ma – e questo non sembra differenziarsi da ciò che si vede a livello nazionale – non sembra operazione facile, visto che i “vecchi” del partito restano e, ad andarsene, sono proprio i giovani. (p.f.)
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