Il Tirreno

Concessione del gas non pagata, Comune contro Asa

di Paolo Federighi
Concessione del gas non pagata, Comune contro Asa

L’ente locale rivendica un credito di oltre 600mila euro e mette in mora la società che gestisce da anni il servizio a San VIncenzo

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SAN VINCENZO. Oltre 600mila euro. È quanto il Comune di San Vincenzo sostiene di dover ricevere dall’ Asa, quale concessionario del servizio di gas metano, per non aver provveduto a versare, per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012, 573.294,38 euro complessivi di concessione, diventati poi 637mila con gli interessi.

Ripercorriamo la vicenda. L’8 giugno 1988 il Comune concesse alla società Amag (Azienda municipalizzata acqua e gas di Livorno) il pubblico servizio di distribuzione del gas per uso domestico, artigianale, commerciale, direzionale, di piccole aziende industriali e di riscaldamento. Tale concessione comprendeva il diritto di esclusiva per la fornitura del gas mediante tubazioni, e la durata iniziale della concessione era stabilita in 20 anni, successivamente più volte prorogata. Tale concessione prevedeva la corresponsione, a favore del Comune, di un canone annuo pari al 30% dell’utile lordo a metro cubo determinato come differenza tra il costo standard e il costo della materia prima. Inoltre, il concessionario sarebbe stato tenuto a corrispondere una quota annuale fissa pari - all’epoca - a 100 milioni di lire per tutta la durata della concessione.

Successivamente subentrò ad Amag, in tutti i rapporti attivi e passivi, l’Asa (Azienda servizi ambientali di Livorno). Nel 2004 si resero necessarie alcune modifiche al sistema di calcolo dei corrispettivi dovuti da Asa al Comune. Venne infatti stabilito - secondo il Comune proprio su proposta della stessa Asa - di riconoscere all’ente locale, per il 2004 e per gli anni successivi, un incremento del canone fisso pari all’indice Istat. Tale modifica alla concessione avvenne a seguito dell’entrata in vigore di una legge che impose che l’attività di vendita del gas doveva essere svolta in regime di libero mercato lasciando, invece, l’attività di distribuzione in regime regolamentato. Asa ha quindi dovuto scorporare il ramo vendita tramite la creazione di un apposito soggetto giuridicamente distinto: Asa Trade. Asa corrispondeva al Comune, a titolo di saldo del canone di concessione, dal 2004 al 2008, un totale di 898mila euro. Il 22 aprile 2009 il Comune avrebbe deciso la proroga della concessione a favore di Asa disponendo l’affidamento del servizio dopo una gara pubblica, e il 31 ottobre 2012 si riconosceva e prendeva atto che il rapporto di concessione con Asa permaneva per legge al solo fine di evitare interruzioni di erogazione alla cittadinanza e ciò fino alla conclusione del procedimento di scelta del nuovo contraente. Ma Asa non avrebbe provveduto a versare al Comune, dal 2009 al 2012, un totale di 573.294,38 euro oltre Iva.

Il Comune ha tentato di addivenire ad una risoluzione bonaria della vicenda, proponendo ad Asa anche un rientro rateale dal proprio debito. Ma tale proposta non avrebbe trovato riscontro. L’ente, quindi, mediante il proprio legale, ha messo formalmente in mora l’Asa i per tutelare i propri diritti di credito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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