Il Tirreno

Scavi a San Giovanni, spunta una villa romana

di Antonella Danesi
Scavi a San Giovanni, spunta una villa romana

Il professor Franco Cambi presenta i risultati della campagna Aithale «Qui abitava Valerio Messalla e anche il poeta Ovidio fu ospite in queste terre»

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PORTOFERRAIO. Valerio Messalla. Un nome oggi sconosciuto o dimenticato tra i libri di storia. Il nome di un personaggio illustre nella Roma tardo repubblicana. Proprio Messalla aveva scelto l’isola d’Elba per i suoi “otia”.

Era infatti il proprietario della villa romana delle Grotte e della villa rustica scoperta nelle piana di San Giovanni. I risultati della campagna di scavi Aithale, che il professor Franco Cambi dell’Università di Siena e la sua equipe hanno portati avanti tra settembre e ottobre 2012 nella tenuta Gasparri, ci raccontano qualcosa in più di questo personaggio lontano secoli e secoli.

Aithale si è chiusa con un risultato inaspettato, come ci ha confermato Cambi. «Questi risultati sono interessanti – precisa infatti – soprattutto perché noi siamo andati a San Giovanni per cercare un centro di produzione del ferro in età romana, e invece è venuta alla luce una bellissima villa rustica in cui si produceva vino che poi veniva conservato in grandi recipienti di terra cotta infossati nel terreno».

Una costruzione collegata con la Villa delle Grotte che gli sta sopra e che lascia intravedere una coltivazione di vitigni che gli archeologi stanno studiando grazie ad alcuni semi ritrovati nei contenitori. L’ipotesi più accreditata è che le due ville appartenessero al membro di una famiglia romana importantissima tra la tarda età repubblicana e la prima imperiale. «È appunto Valerio Messalla – continua a spiegare Cambi - che verosimilmente ospitò all’Elba il famoso poeta Ovidio prima che fosse mandato in esilio nel Mar Nero dalla dinastia augustea». Strutture lussuose e dotate di ogni comfort, ma che evidenziano soprattutto una intensa ed efficiente attività agricola nella zona che ha ancora molto da raccontare. «La zona di San Giovanni e tutto il litorale da Bagnaia fino alla punta della Linguella – precisa Cambi – contengono importanti testimonianze archeologiche, storiche e ambientali aspetti ancora da studiare ed approfondire. Inoltre – termina – io sono convinto che l’isola d’Elba sia una sola e che quindi avrebbe bisogno di una strategia unitaria. Così potremmo ad esempio realizzare percorsi di archeotrekking per consentire anche a chi vuole venire a visitarla fuori stagione, da settembre a giugno, di trovare cose interessanti e allo stesso tempo godere dell’ambiente e stare all’aria aperta. Cosa che sull’isola è possibile gran parte dell’anno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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