Il dolore
Imu salata e poi la Tares, a picco le seconde case
Volume di affari in calo di oltre il 50%, aumentano le abitazioni messe in vendita Gli operatori: «Comuni attenti, così tanti proprietari scappano dall’isola»
PORTOFERRAIO. L’ultima stangata è arrivata da Portoferraio: l’aliquota Imu per le seconde case è passata dal 7,6 al 9,1 per mille. Ma è probabile che anche altri Comuni ritocchino l’imposta sugli immobili per il 2013. Basta questo per affondare ancora di più il mercato immobiliare elbano che, per tradizione e opportunità, proprio sulle seconde case ha basato buona parte del suo sviluppo. Prima ci si è messa la crisi, poi la botta dell’Imu e quella in arrivo della Tares; tanto è bastato per aggravare ulteriormente il bilancio delle compravendite, già congelate da tempo.
«In un anno il crollo delle vendite si attesta sul 70%», ci dice Valerio Arnaldi, titolare dell’agenzia Gabetti immobiliare a Portoferraio. Una cifra che viene confermata dai colleghi.
Il crollo. A volte le immagini sono più eloquenti di tante parole e numeri. Basta dare un’occhiata ai cartelli con scritto “vendesi” in tanti appartamenti del centro storico di Portoferraio per capire, in modo pressoché immediato, quanto sia diventato complicato dare via le case per i tanti agenti immobiliari operativi sull’isola. «Fino a qualche anno fa – spiega Silvia Vancini, titolare dell’agenzia immobiliare Insula di Portoferraio – c’era una domanda di seconde case altissima a fronte di poche abitazioni messe in vendita. Ora è l’esatto contrario. Se poi si aggiunge il fatto che l’Elba, in termini di prezzi delle case, è ampiamente sopravvalutata, con i proprietari che continuano a tenere i prezzi abbondantemente sopra quelli di mercato, ecco che da un anno a questa parte le compravendite sono di fatto congelate».
L’impressione viene confermata dai colleghi che quantificano il crollo del volume di affari tra il 50 e il 70% nell’ultimo anno.
Lo spauracchio Imu. «I Comuni aumentano le aliquote? Non se ne può più». Simona Pelleriti, titolare dell’agenzia immobiliare Elba Paradise di Portoferraio, commenta così la notizia del ritocco di Portoferraio, l’unico Comune che con Capoliveri aveva lasciato nel 2012 l’aliquota Imu per le seconde case alla quota base del 7,6X1000.
«Purtroppo questi aumenti influiscono in modo pesante sul mercato e sul volume delle vendite – spiega Valerio Arnaldi, di Gabetti immobiliare – negli ultimi mesi sono diversi i fattori che hanno buttato giù il mercato: la prima tranche dell’Imu, poi le elezioni che, generando incertezza, incidono negativamente sulla domanda. A breve arriverà la Tares e di nuovo l’Imu. Oggi come mai chi chiede informazioni sulle abitazioni, vuole sapere tutto, a partire dall’aliquota applicata dal Comune, fino a quanto si paga di Tares e di tributi locali».
E l’Elba, da questo punto di vista, non è messa bene: nei Comuni dell’isola, infatti, l’Imu è particolarmente salata, perché viene calcolata sulla base di rendite catastali particolarmente alte. Il risultato? Le seconde case non tirano più e chi già le possiede cerca di metterle sul mercato. «Le compagnie di navigazione si stanno muovendo facendo delle tariffe ad hoc per queste persone che hanno le case all’Elba e ogni anno trascorrono dei periodi da noi – spiega Silvia Vancini dell’immobiliare Insula – invece i Comuni fanno delle scelte diverse. Va bene salvaguardare i residenti con le aliquote sulla prima casa, ma in questo modo si fanno scappare i proprietari delle seconde case che rappresentano una fetta importante dell’economia elbana».
Prima casa ko. Se le seconde case si vendono male, non va meglio per le prime abitazioni. In questo caso, più che l’Imu, sono le difficoltà di accesso al credito che hanno - di fatto - congelato il mercato. «La verità è che le banche non danno mutui a nessuno – racconta Simona Pelleriti – e il problema è particolarmente sentito all’Elba, dove buona parte dei cittadini è impiegata in lavori semestrali. Se non ci fossero le case Peep sull’isola nessuno potrebbe più permettersi una casa di proprietà. Non a caso, in controtendenza rispetto ai dati sulle vendite, negli ultimi anni vanno molto di più gli affitti».
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