Il Tirreno

Turismo, verso un ponte con l’amaro in bocca

di Luigi Cignoni
Turismo, verso un ponte con l’amaro in bocca

Da ieri 31 collegamenti al giorno con le 3 compagnie, ma le prenotazioni stentano De Ferrari: «Il 60% degli hotel è aperto, ma le disponibilità sono ancora molte»

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PORTOFERRAIO. Soffia il vento della crisi sul ponte del 25 aprile, vera cartina di tornasole per la maggiore industria elbana, il turismo, per trarre indicazioni su come andrà la prossima stagione estiva sulla maggiore isola della Toscana. Situazione, certo, migliore rispetto al ponte pasquale, ma vissuta sempre sotto la stretta economica.

Le tre compagnie di navigazione effettueranno complessivamente 31 corse giornaliere sulla tratta Piombino - Portoferraio. Sono state imbarcate circa tremila autovetture e novemila 200 passeggeri. Piccola cosa, se si pensa che gli albergatori avevano aspettato questo periodo per iniziare la stagione. «Oltre il sessanta per cento dei nostri associati – dice Massimo De Ferrari, presidente degli albergatori dell’Elba – ha aperto, ma a tutt’oggi ci sono ancora molte disponibilità. Si ha l’impressione che questo ponte sia al di sotto delle aspettative». A rilento le prenotazioni, soprattutto di italiani i quali, si sa, aspettano a muoversi fino all’ultimo. E il ponte del 25 è soprattutto indirizzato ai nostri connazionali. «Molti rimarranno a casa – ammette Lucio Di Biase, vicepresidente della Federalberghi della Toscana – soltanto in pochi si muoveranno e tutto si deciderà con il meteo». Un campanello d’allarme che è bene non sottovalutare. Dice ancora Di Biase: «Stando sulla costa, si notano molti pullman che portano in giro i gruppi. Come mai non passano il mare e non vengono da noi?». Circostanza che viene confermata dalle agenzie di viaggio elbane. Se si escludono i torpedoni di studenti, il sabato e la domenica non ci sono molti bus turistici in giro per l’Elba. «Siamo fiduciosi – continua ancora Di Biase – sull’andamento di questo ponte, sperando che il tempo regga e l’anticiclone delle Azzorre faccia la sua parte». Ma vediamo la tipologia del turista che scenderà all’Elba in questo periodo. Fatti salvi gli italiani, seguono austriaci, svizzeri e tedeschi. «Il dato confortante – conclude Di Biase – è la presenza di nuclei familiari dai paesi scandinavi e dal nord Europa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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