Il Tirreno

Sviluppo del porto, firmato il decreto

di Giorgio Pasquinucci
Sviluppo del porto, firmato il decreto

Il Consiglio dei ministri stanzia 90 milioni per le opere e riconosce Piombino come area di crisi industriale complessa

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PIOMBINO. Il consiglio dei ministri ha approvato ieri mattina, nell’ultima seduta utile prima dell’insediamento del nuovo governo, il decreto che dichiara Piombino “area di crisi complessa”, mettendo per il momento a disposizione 90 milioni per interventi urgenti per l’adeguamento del porto, premessa indispensabile per poter accogliere e smantellare il relitto della Costa Concordia.

Al centro del provvedimento comunque, come precisa una nota del governo, «L’intenzione di portare un contributo al superamento della grave crisi industriale e occupazionale che affligge la zona di Piombino. In questo senso il forte ammodernamento delle infrastrutture portuali e la realizzazione del collegamento viario tra l’area siderurgica e portuale e l’asse stradale Cecina-Civitavecchia – si dice in una nota del Consiglio dei ministri – costituiscono un intervento decisivo per il rilancio delle attività produttive dell’intera zona».

Si conclude un lungo e difficile percorso, avviato già durante le intense trattative al ministero dello Sviluppo economico nel tentativo di salvare il polo siderurgico, sul quale poi si è innestata la vicenda della Concordia, per la quale la Regione e l’Autorità portuale avevano presentato fin dall’ottobre scorso al ministero e a Costa Crociere un progetto per consentire lo smantellamento nel porto di Piombino, il più vicino al Giglio.

Nel decreto si fa un esplicito riferimento alle opera più urgenti da realizzare, il dragaggio dei fondali, il completamento dello svincolo tra la futura autostrada Tirrenica fino al porto, il risanamento dei sedimenti contaminanti del porto. In realtà il progetto dell’Autorità portuale è più ampio e prevede la realizzazione di un molo, già previsto dal piano regolatore portuale, lungo 1.200metri, di cui 320 attrezzati a banchina e un piazzale di almeno 80mila metri quadrati.

Alle risorse stanziate con il decreto, che insieme al progetto dovranno essere tuttavia meglio precisate con un successivo accordo di programma, si aggiungono i 50 milioni circa già a carico della Sat per la realizzazione del primo lotto della bretella di collegamento con il porto, da Montegemoli al Gagno, che il provvedimento del governo tuttavia svincola dal progetto della Tirrenica per consentire l’anticipazione del cantiere.

Per vincere la lotta contro il tempo, in modo da non perdere l’appuntamento con il programma di rimozione della Concordia dal Giglio, il decreto affida le funzioni di commissario straordinario al presidente della Regione Enrico Rossi, che si avvarrà dell’Autorità portuale e del Comune come soggetti attuatori. «Con le opere previste – sottolinea il presidente dell’App Luciano Guerrieri – si apre la possibilità di un decisivo salto di competitività del porto di Piombino». Da alcune parti tuttavia, specialmente negli ambienti portuali che sono stati concorrenti con Piombino per lo smantellamento della Concordia, si continua ha sottolineare il possibile scarto di tempi tra la realizzazione delle opere e i tempi previsti per la rimozione del relitto daL Giglio. Secondo Guerrieri ci vorranno di 60 ai 90 giorni per completare le procedure amministrative e 6-8 mesi per realizzare le opere portuali. Lavori che tuttavia potrebbero essere completati con la Concordia già ormeggiata e messa in sicurezza.

Ovvia la soddisfazione del sindaco di Piombino Gianni Anselmi, che in questi mesi, insieme a Rossi e Guerrieri, ha fatto la spola ai vari ministeri per concretizzare i progetti di sviluppo del porto. «È fondamentale che al centro del decreto ci sia l’area industriale – Dopo Taranto, Piombino è la seconda città a cui viene riconosciuto lo stato di crisi sulla base dell’articolo 27 del decreto Sviluppo. È del tutto evidente che le opera da realizzare, oltre che ad essere utili per lo smantellamento delle Concordia, contribuiscono alla riqualificazione e al rilancio dell’area industriale. In questo senso con il decreto si chiude una fase e se ne apre un’altra, suscettibile di nuovi sviluppi e ulteriori finanziamenti».

Un nuovo percorso che si aprirà proprio con l’intesa istituzionale che Anselmi conta di definire il prima possibile.

«L’approvazione del decreto – commenta anche il presidente della Regione Rossi – è per noi motivo di doppia soddisfazione. Consentendo di avviare subito i lavori in porto, infatti, rende effettivamente praticabile la destinazione della Concordia a Piombino. Si accelerano poi gli interventi infrastrutturali previsti dal piano regolatore, la bretella di accesso al porto e gli interventi di bonifica. L’attesa dichiarazione dell’area di crisi industriale complessa apre nuove e concrete prospettive di riqualificazione e rilancio di quello che per la nostra regione rappresenta un settore strategico, vitale per l’intero sistema economico toscano, il secondo polo siderurgico nazionale».

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