Toscana
«Prendiamo atto del risultato, ma ora si lavori per cambiare»
PORTOFERRAIO. Rammarico per l’obiettivo del Comune unico sfumato, fiducia nelle amministrazioni che adesso devono lavorare unite per il cambiamento. Si può riassumere in questo modo la posizione...
PORTOFERRAIO. Rammarico per l’obiettivo del Comune unico sfumato, fiducia nelle amministrazioni che adesso devono lavorare unite per il cambiamento. Si può riassumere in questo modo la posizione delle associazioni di categoria, vero motore del progetto della fusione dei Comuni elbani. Progetto respinto in modo netto alle urne dai cittadini dell’isola. Le associazioni di categoria elbane (Confesercenti, Confcommercio, Cna, Albergatori elbani, Coldiretti, Confindustria), avevano individuato nella fusione degli otto Comuni «un interessante strumento di semplificazione amministrativa, in grado di innescare un salutare cambio di passo e di accelerare gli indispensabili processi di crescita della nostra isola – spiegano in una nota – anche tenuto conto della recente iniziativa avviata per ottenere il riconoscimento dell'Elba come zona franca. Sarebbe stato, infatti, enormemente più funzionale ed efficace poter dimostrare la volontà di procedere concretamente verso la modernizzazione dell'Isola d'Elba».
Le associazioni si dicono «dispiaciuti che solo il 43% degli aventi diritto abbia partecipato al referendum, ma prendiamo atto atto che l'esito è stato negativo, e che attualmente non ci sono le condizioni per il processo di fusione in un unico comune». Nonostante questo le categorie economiche sono «fiduciose del fatto che le amministrazioni locali tengano in considerazione le forti aspettative di cambiamento comunque emerse, e sappiano dare all'isola, utilizzando gli strumenti più idonei, quel cambiamento di rotta di cui da anni ha un evidentissimo bisogno. Di fronte a tale risultato, auspichiamo che le amministrazioni condividano l'avvio di un percorso totalmente nuovo, che instauri un metodo di relazioni istituzionali adeguato alle necessità ed alle aspettative per la comunità socioeconomica dell'isola. Se questo non dovesse aver luogo, per il territorio e soprattutto per le nostre imprese si prospetteranno tempi assai difficili».
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