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Migliaia di cartelle Equitalia in Comune

Migliaia di cartelle Equitalia in Comune

Quando il contribuente non si trova a casa gli avvisi sono recapitati in municipio, 2582 casi nel 2012

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PORTOFERRAIO. Non si scappa dalle brutte notizie e, soprattutto, dai debiti che devono ancora essere pagati. Il più delle volte i promemoria e i solleciti di pagamento arrivano direttamente a casa. Se però il postino o il messo esattoriale non trovano nessuno nell’abitazione, allora può capitare che sia lo stesso cittadino insolvente a doversi muovere per andare a prendere la propria notifica. È il caso, sempre più diffuso se si guardano i numeri, delle poco amate cartelle di notifica di Equitalia.

La società pubblica italiana incaricata della riscossione nazionale dei tributi, in caso di impossibilità nel consegnare le cartelle esattoriali alle persone interessate, vuoi per incapacità di recapitare l’avviso, vuoi per assenza o rifiuto del cittadino o di soggetti terzi diversi dal destinatario, deposita in Comune le stesse cartelle. Lo stesso ente si prende la briga di affiggere la notifica di deposito all’albo pretorio comunale. Sarà qui che il residente in ritardo con il pagamento reclamato da Equitalia dovrà recarsi per ritirare la propria documentazione. Una noia in più per i cittadini, insomma, e per gli uffici comunali che si trovano costretti ad assumere un compito che non gli spetterebbe. E il numero altissimo dei casi pone degli interrogativi sull’attività di consegna degli avvisi.

I numeri sono impressionanti. Se nel 2011, infatti, sono state recapitate in Comune 888 cartelle di Equitalia, nel 2012 il numero è cresciuto in modo impressionante, fino a raggiungere le 2582 unità. Nel 2013 la situazione non è migliorata, dal momento che le cartelle di notifica recapitate in municipio e non a domicilio sono già 1165. E il tassametro, ovviamente, continua a correre. Ma cosa contengono le cartelle inviate ai cittadini, ma che poi finiscono in Comune? «C’è un po’ di tutto – spiegano dagli uffici comunali – negli anni precedenti la maggior parte delle cartelle era costituita dagli avvisi per la tassa di bonifica. Poi ci sono bolli, Irpef, fino alle vecchie multe mai pagate dai contribuenti. Una volta recapitate, le cartelle devono essere registrate una per una, quindi devono essere rilasciate le ricevute. Il mancato recapito a domicilio, in pratica, crea disagi sia per i cittadini che per gli stessi uffici comunali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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