Italia
I conti non tornano La Uil non firma l’accordo con l’Asl
PIOMBINO. Il segretario della Uil sanità, Paolo Camelli, spiega perché non ha firmato l’accordo con l’Asl sulle assunzioni. Il primo aspetto che evidenzia riguarda il numero degli incarichi esistenti...
PIOMBINO. Il segretario della Uil sanità, Paolo Camelli, spiega perché non ha firmato l’accordo con l’Asl sulle assunzioni. Il primo aspetto che evidenzia riguarda il numero degli incarichi esistenti e in scadenza nel 2013: «Sono 59 – afferma – e 24 i pensionamenti previsti, per una riduzione di personale pari a 83 unità. Le assunzioni a tempo indeterminato saranno 30, i contratti prorogati 44 per un totale di 74 ingressi. La somma algebrica dà meno 9 posti».
A questo Camelli aggiunge: «Le giornate di ferie non godute nel 2012 ed anni precedenti sono 90mila, mentre il piano di smaltimento, quota 20%, le porta a 10mila pari a 38 persone Le ore di straordinario non pagate sono invece 53mila, pari a 27 persone in servizio».
I servizi in condizioni critiche sarebbero emergenza-urgenza, terapie intensive e sub intensive, materno infantile. E la zona e l'ospedale di Piombino risultano più in difficoltà.
«I dati – prosegue Camelli – ci dicono che accanto ai numeri occorre una azione concordata di riorganizzazione del lavoro improntata a maggiore equità nei carichi, maggiore responsabilità, riduzione e semplificazione delle strutture dirigenziali. Il problema è che nel mezzo della trattativa abbiamo appreso che il direttore sta partendo per Careggi. Ciò ha spinto tutti ad un’accelerazione e a chiudere con un accordo sui numeri lasciando in sospeso tutti gli altri problemi».
La Uil non ha firmato «perché dietro ed oltre i numeri ci sono importanti aspetti sulla sicurezza degli operatori e dei cittadini, il futuro della rete ospedaliera e dei servizi territoriali. Quando un'organizzazione costringe il personale a sopportare turni e reperibilità fino a 72 ore, vuol dire – conclude Camelli – che siamo in piena emergenza. Servono subito azioni che riducano il peso dei dirigenti».
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