Il Tirreno

Si sdoppia il Movimento 5 Stelle

Strappo tra gli attivisti elbani per le incomprensioni sul tema del Comune unico

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PORTOFERRAIO. Una cosa è stata chiara fin da subito nella corsa per il Quirinale: la compattezza del Movimento 5 Stelle. Hanno fatto il nome di Rodotà e con Rodotà sono andati fino in fondo. Un gruppo monolitico, almeno fino al porto di Piombino. Sì perché se a livello nazionale il movimento di Grillo è unico e coeso, all’Elba - dopo quasi due mesi dal voto - di movimenti ce ne sono già due. E dire che non vadano d’accordo tra loro è un eufemismo.

Al termine di un’assemblea tenutasi il 19 aprile il Movimento 5 Stelle Elba - si prega di prestare particolare attenzione al nome - ha approvato il proprio statuto/regolamento. «Con la votazione del regolamento decadono tutte le cariche provvisorie degli attivisti, per cui a breve si terranno nuove elezioni». La nota è firmata da 14 attivisti: Renzo Cappellini, Claudio Peragina, Aldo Adriani, Angelo Mazzei, Emilia Pignatelli, Raul Molinari, Paolo Mazzarri, Gianluca Pagnini, Simone Popa, Stefano Presti, Luca Godi, Enzo Palmieri, Sandro Palmieri e Giovanni Talucci. Tutto normale, se non si conoscessero i retroscena. In realtà la nota consuma uno strappo con il resto degli attivisti, che compongono il Movimento 5 Stelle Portoferraio - Elba - la differenza è il nome Portoferraio, appunto - e che avevano indetto un’assemblea necessaria per approvare lo statuto per domani sera a Lacona. «Qualcosa di strano è successo nella galassia delle stelle elbane la sera passata, qualcosa che sicuramente inciderà sulle scelte future di questo gruppo che da circa cinque mesi è attivo sul territorio elbano», si legge nella nota degli attivisti ancora non autoregolamentati. «Ci risulta abbia avuto luogo una riunione “improvvisa e urgente” indetta da alcuni presunti attivisti, riunione con metodi e tempistiche sospette a cui diversi attivisti o simpatizzanti di questo gruppo non hanno potuto o voluto partecipare». Il movimento, insomma, si è spaccato in due tronconi. E la colpa è del Comune unico, o meglio di un comunicato sul tema del Comune unico, il primo vero banco di prova per gli attivisti elbani. Di comunicati, in realtà, ne sono usciti due. È stata la prima frattura che poi ha portato allo strappo definitivo.

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