Il dolore
«No alla fusione, l’Unione dei Comuni è la giusta soluzione»
A Suvereto nasce il Comitato del No in vista del referendum che in autunno deciderà sull’accorpamento con Campiglia
SUVERETO. E’ stato appena avviato dai Comuni di Campiglia e Suvereto l’iter per ottenere la loro fusione che già è sorto a Suvereto il “Comitato del No” con lo scopo di fermarla nel referendum che si terrà in autunno.
«Per spiegare le ragioni per cui votare no – dicono i promotori - abbiamo costituito un gruppo di cittadini non appartenente a partiti o movimenti politici. Per la riorganizzazione istituzionale in favore di risparmio ed efficienza, ci sono alternative che i Comuni possono adottare collaborando per garantire continuità nei servizi e realizzare al contempo economie di scala».
La legge infatti prevede altre due possibilità (Unione dei Comuni e convenzione), mentre il comitato non condivide le modalità attuate dai due Comuni: «L’apertura di un vero processo partecipativo avrebbe voluto un preventivo dibattito sulla scelta fra le tre possibili forme associative – dicono - invece ci troviamo di fronte a un progetto, quello della fusione, già deciso dalle amministrazioni comunali e non spiegato prima di intraprenderne l'iter. Non si è data la possibilità alla cittadinanza di capire la migliore soluzione tra la fusione di Suvereto e Campiglia e una possibile Unione tra i Comuni della Val di Cornia, magari allargata ad altri limitrofi affini per caratteri economico-sociali».
«A differenza della costituzione ex novo di un Comune – proseguono al “Comitato del No”, la gestione associata non mette infatti a repentaglio l’identità storica e sociale del singolo Comune coinvolto. La scelta è stata fatta in maniera frettolosa, senza vagliare un preciso progetto politico comprensoriale di breve e lungo periodo, senza il coinvolgimento della cittadinanza, e appare motivata solo dagli incentivi che promettono una non ben definita quantità di soldi alle casse comunali».
Sul cavallo di battaglia dei favorevoli alla fusione il comitato osserva: «Se è vero che per preservare l’identità di un territorio, per curarne il patrimonio culturale, storico e paesaggistico si debbono avere i mezzi – si obietta - non è detto che questi non possano essere reperiti attraverso il semplice accorpamento dei servizi, associando le funzioni, permettendo risparmi e salvaguardando l’autonomia e la storia senza sminuire le singole identità. L’Unione dei Comuni è un’adeguata prospettiva per il governo della Val di Cornia, ma come processo unitario totale, quindi con tutti i Comuni che la compongono o il maggior numero possibile».
Poi l’appello finale: «Chiediamo di votare no alla fusione dei Comuni di Suvereto e Campiglia per procedere da subito all’associazione delle funzioni, per rilanciare il ruolo della Val di Cornia e ottenere concreti risparmi gestionali e una forte capacità programmatica. Cancellare i due Comuni sarebbe una strada senza ritorno che danneggerebbe entrambe le realtà».
Intanto inizia a Suvereto la raccolta firme per partecipare al Comitato del No alla fusione ed é stata creata una pagina web ufficiale col manifesto del comitato ( www.facebook.com/nofusione”).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google