Sicurezza
Le antenne telefoniche fruttano 300mila euro
Nel comprensorio ce ne sono 16 e per la loro installazione le aziende devono versare canoni annui nelle casse delle amministrazioni comunali
PIOMBINO. La questione avrebbe avuto termini del tutto diversi solamente dieci o quindici anni fa. Sì, perché è da meno di un ventennio che il cellulare si è imposto nelle nostre abitudini, rivoluzionando il modo di comunicare. E anche i nostri panorami cittadini, con antenne il cui numero è andato sempre più aumentando anno dopo anno. Molte di queste apparecchiature - a seconda della tipologia di contratto o del servizio da erogare - trovano il loro punto di istallazione su impianti pubblici, che però possono essere messi a disposizione solo attraverso un canone di concessione da versare ai Comuni. Gli introiti complessivi (annuali) per la Val di Cornia ammontano a circa 300 mila euro, per un totale di 16 antenne. Il confronto con questa realtà riguarda quasi tutti i nostri Comuni, con l’unica eccezione di Sassetta, sul cui territorio non c’è nessun impianto. I cellulari di servizio dell’amministrazione, infatti, funzionano solamente con la Tim e il segnale, per una motivazione esclusivamente geografica, proviene da Massa Marittima e dalla località Gualda, che si trova sotto il Comune di Monteverdi. «Da un punto di vista ambientale, sicuramente, questo è un vantaggio - commentano dagli uffici comunali - Molto meno lo è dal punto di vista della telefonia».
Piombino. Qua, al contrario, solo nel 2012 ci sono state tre convenzioni, una con Vodafone, una con Wind e la terza con H3G. La prima ha permesso di incamerare 18 mila 468 euro, quella con H3G 74 mila e 726 euro, mentre quella con la Wind è scaduta e la società ha pagato ciò che doveva al Comune solamente fino al 2010. In più, una convenzione con Towertel, per un impianto del quale si serve anche Radio Piombino. Ammontare del canone, 19 mila e 231 euro.
Campiglia. Sei antenne totali, distribuite tra Vodafone (2 impianti), Wind (2 impianti) e H3G (2 impianti). Nel loro caso il Cosap - canone per il suolo pubblico - equivale a 16 mila e 258 euro per ciascuna compagnia, con ammontare complessivo che nel 2013 arriva a 65 mila e 32 euro.
San Vincenzo.L’importo totale delle concessioni arriva qui a circa 93 mila euro, originati dai canoni versati da 3 compagnie che occupano spazi pubblici. Altre 3 antenne sono istallate su aree private, e su ogni sito si trova più di un impianto: sull’antenna al Castelluccio ce ne sono ad esempio tre e quattro nell’antenna nei pressi dello stadio.
Suvereto. Infine Suvereto, dove le antenne sono cinque, quattro istallate presso l’area comunale di Poggio Acquedotto (Tim, Wind, Vodafone e H3G), una, anche questa Wind, posizionata presso la stazione elettrica Forni. L’introito che il Comune prevede di ricavarne è circa 28.500 euro.
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