Il dolore
Aliquota sulla seconda casa allo 0,91%
In consiglio comunale ok al ritocco, con la manovra un gettito extra di oltre un milione. Peria: «Rincaro inevitabile»
PORTOFERRAIO. Imu più salata a Portoferraio. La notizia, non certo positiva per i proprietari immobiliari e per gli operatori turistici, è stata ratificata nel consiglio comunale convocato in seduta straordinaria dall’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Peria. «Un passo obbligato, il quadro finanziario e dei servizi erogati non poteva più stare in piedi», ha spiegato il sindaco portoferraiese. Gli aumenti, è bene precisare, non riguarderanno le prime abitazioni, dal momento che l’aliquota, in questi casi, resterà inchiodata al 4 per 1000, al valore base indicato dal governo.
I ritocchi, al contrario, si registreranno per tutte le altre tipologie di immobili. Portoferraio, nel 2012, è stato l’unico Comune assieme a Capoliveri ad aver lasciato invariata l’aliquota base del 7,6 per 1000, a differenza di altri comuni che hanno alzato l’asticella per le seconde case non locate, con le punte massime di Porto Azzurro (10 X 1000) e Rio nell’Elba (10,6 X 1000).
Il ritocco. Da quest’anno Portoferraio applicherà un’aliquota ordinaria del 9,1 per 1000 e non più del 7,6 per mille. La decisione della giunta è stata sostenuta in consiglio comunale dai 12 voti dei consiglieri di maggioranza, mentre hanno votato contro i consiglieri Bucci, Provenzali, Bertucci e Gasparri, mentre Burchielli si è astenuto. La maggiorazione dell’aliquota riguarderà le seconde abitazioni, senza distinzione tra quelle locate e quelle sfitte, capannoni commerciali, fondi e strutture ricettive. Al contrario sarà applicata l’aliquota “depotenziata” del 4 per mille per le prime abitazioni, a cui si aggiunge la detrazione di 200 euro per abitazione principale e altri 50 euro per ciascun figlio a carico con età inferiore a 26 anni.
Quanto incide l’aumento. Dal 7,6 per mille al 9,1 per mille. L’aumento, in fondo, è solo di 15 millesimi. Eppure quei pochi millesimi incideranno in modo piuttosto sensibile sulle quote che ciascun proprietario immobiliare dovrà pagare. Proviamo a fare un esempio, così da quantificare l’entità dell’aumento. Facciamo il caso di un appartamento (seconda casa) in categoria A4, composto da quattro vani nel centro di Portoferraio, con una rendita catastale - la cifra è verosimile - di 937,37 euro. Il calcolo per capire quanto si paga di Imu si ottiene rivalutando la rendita del 5%, moltiplicando per il coefficiente attribuito alla categoria (il moltiplicatore in questo caso è 160). Il prodotto ottenuto deve essere, infine, moltiplicato all’aliquota applicata, nel 2102 lo 0,76%, oggi lo 0,91%. Nel 2012 la quota di Imu ottenuta dal calcolo ammontava a 1196,82 euro, nel 2013 la somma sale a 1433,03. La differenza sarebbe di 236,21 euro. Ma la forbice rispetto all’anno precedente oscilla in base alla diverse tippologie di immobile. Il salasso, ad esempio, sarà particolarmente pesante per gli immobili di categoria D, che comprende le strutture ricettive. In questo caso il mix esplosivo sarà dato da una parte dall’aumento dell’aliquota comunale, dall’altro dall’aumento del moltiplicatore applicato alla categoria, passato in poco più di un anno da 50 a 65. Se si aggiunge il fatto che, come base, le rendite catastali elbane sono tra le più alte in Italia, ecco che la frittata è fatta. Non a caso, già nel 2012, i comuni elbani si sono piazzati tra i primi posti in Italia nella graduatoria dei comuni con l’Imu più cara.
Aumento o addio servizi. «Con Capoliveri siamo stati gli unici a non ritoccare le aliquote Imu nel 2012 e da anni non abbiamo mai applicato rincari alle tariffe comunali e all’addizionale Irpef – spiega il sindaco Roberto Peria – ma stavolta il rincaro è stato inevitabile per non dover mettere mano alla struttura dei servizi sociali, che mette Portoferraio tra le realtà toscane con una piattaforma di interventi più importante». L’aggiustamento dell’aliquota ordinaria, spiega Peria, si è resa necessaria in seguito ai tagli ai trasferimenti statali che si sono verificati negli ultimi anni, pari a circa 2 milioni, e in previsione di altri tagli delle risorse. Secondo il Comune ciascun punto millesimale di aliquota inciderà per circa 18mila euro per immobili come capannoni e fondi commerciali, con entrate pari a circa 270mila euro. Più importante è invece il gettito che si otterrà sulle case e gli altri immobili, che spostano circa 58mila euro per punto millesimale dell’aliquota. Le entrate stimate si attestano su circa 870mila euro.
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