Gioco
Renaione, spiaggia impresentabile all’inizio di stagione
Il braccio arrugginito di una ruspa, liquami e grosse pietre L’assessore: «Lavori antierosione finiti entro il 25 aprile»
SAN VINCENZO. La benna arruginita di una ruspa ed altri macchinari sparsi sull’arenile. È quel che troviamo sulla spiaggia del Renaione, tra gli stabilimenti balneari “Delfino” e “Mediterraneo”. Più aventi, sulla destra, alla foce del fosso, liquidi sversati hanno lasciato due grandi pozze con scie biancastre. Una visione nient’affatto rassicurante. Ancora più a sinistra, vari cumuli di sabbia di una certa altezza, fra i camion che scorrazzano lasciando solchi sull’arenile. Davanti una nitida la barriera antierosione,con i massi naturali che hanno sostituito il fragile geotessuto pensato nella prima versione del progetto di difesa del litorale urbano.
Ciò che salta all’occhio è una barriera di massi naturali di circa sette od otto metri di larghezza (mentre nel progetto doveva aggirarsi sui tre metri in testa), e una lunghezza che pare inferiore ai 17,50 metri previsti, sebbene vari metri della barriera siano andati sottoflutto. In più, forse a seguito dei dragaggi a bocca di porto per il rinascimento dell’arenile, la spiaggia è disseminata di pietre di diverse dimensioni.
Mentre, quindi, da una parte si pensa a proteggere il litorale dall’erosione – già esistente, ma accentuata dal nuovo porto – dall’altra lo stato della spiaggia ha un aspetto piuttosto degradato a poche settimane dall’arrivo dei primi turisti.
Fuori, a guardare dalla terrazza c’è Fausto Roventini, titolare dello stabilimento “Mediterraneo”, che è da sempre d’accordo con questo progetto - a differenza di Duilio Frati, titolare del “Delfino”, che si è sempre opposto - ed è convinto dell’utilizzo delle barriere in massi naturali su tutto il litorale. «Credo – dice Roventini – che il secondo stralcio del progetto debba partire subito dopo l’estate, perché il litorale va curato e protetto in modo unitario. Io sono d’accordo per la prosecuzione delle barriere, ma per dare un giudizio definitivo dobbiamo attendere la fine dei lavori».
Ma è possibile, tuttavia, da quanto ci ha detto alcune settimane fa l’assessore all’ambiente e ai lavori Elisa Cecchini, che il secondo stralcio possa slittare al 2014, anche perché, prima di farlo iniziare, l’amministrazione e i tecnici vogliono essere certi che il primo stralcio abbia funzionato.
«Da ciò che mi ha detto il geometra comunale Vinicio Meini, che segue i lavori antierosione – dice Cecchini – tutto è come da progetto, anche se l’effetto ottico può far apparire le cose in altro modo. I lavori chiuderanno entro il 25 aprile, e saranno effettuate le verifiche. Per il Renaione – prosegue – sia alla foce che a valle, i lavori inizieranno a breve, se i vari enti ci rilasceranno le autorizzazioni. Contiamo di poter eseguirli prima di giugno».
Paolo Federighi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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