Sicurezza
Perché sì, perché no: i comitati fanno gli ultimi appelli
PORTOFERRAIO. L’impegno del comitato promotore per il Comune unico è iniziato quasi due anni fa. Prima la formulazione della legge di iniziativa popolare, poi la raccolta delle 5mila firme necessarie...
PORTOFERRAIO. L’impegno del comitato promotore per il Comune unico è iniziato quasi due anni fa. Prima la formulazione della legge di iniziativa popolare, poi la raccolta delle 5mila firme necessarie per l’indizione del referendum. E ora, finalmente, ci siamo. A poche ore dal voto i comitati del sì e del no lanciano gli ultimi appelli, con la speranza di convincere gli elettori ancora indecisi. «Con un SI sulla scheda elettorale gli elbani potranno decidere una nuova organizzazione istituzionale della loro isola richiedendo alla Regione di modificare la vecchia organizzazione amministrativa degli otto comuni fondendoli in un unico ente – spiegano dal comitato del sì – Una rivoluzione da lungo tempo attesa, dopo i vari tentativi di politiche comprensoriali tutti falliti, dalla vecchia Comunità Montana abolita dalla Regione alla più recente Unione di Comuni miseramente liquidata».
Il comitato ricorda l’origine della proposta di legge, spinta in primis dalle categorie economiche dell’isola, ed elnaca i vantaggi della fusione, a partire dallo snellimento della burocrazia fino alla unificazione del potere decisionale. «Una scelta, quella di andare a votare per il sì , che farà fare quel salto di qualità alla nostra isola per non costringere più i nostri figli a lasciare il loro amato scoglio e per consentire a noi tutti di vivere dignitosamente del nostro lavoro per tutto l'anno ed uscire da questo continuo declino socio economico. Se non ora quando?.»
Una posizione completamente diversa rispetto a quella del comitato del no. «La nostra modesta campagna elettorale – attaccano dal comitato del no – si è basata su elementi concreti con i quali abbiamo cercato di informare i cittadini, con semplicità e chiarezza, per far comprendere quali saranno i danni alle nostre popolazioni in termini, sviluppo economico e vita sociale, dopo l’estinzione dei nostri Comuni».
Per questo motivo il comitato dei contrari invita gli elettori elbani a recarsi alle urne. «Il nostro appello – spiegano dal comitato – è rivolto a tutti coloro che sono contrari alla proposta di legge per l’istituzione del Comune unico. Con questa formula referendaria senza quorum, una minoranza può decidere per tutta la comunità elbana del presente e del futuro dei nostri figli. Difendiamo i nostri Comuni, la nostra elbanità e rechiamoci con serenità alle urne per respingere con un secco no questo ulteriore disegno di sudditanza in Regione».
Posizioni opposte, insomma: sarà il responso delle urne a decidere come andrà a finire.
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