Il Tirreno

Comune unico, è l’ora della decisione

di Luca Centini
Comune unico, è l’ora della decisione

Domani e lunedì i cittadini elbani sceglieranno il nuovo assetto istituzionale dopo mesi di scontro tra favorevoli e contrari

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Gli abitanti sono 12.224 e l’estensione della superficie è di più di 47 chilometri quadrati. Portoferario è di gran lunga il comune più grande dell’Elba e il suo sindaco, Roberto Peria, è stato fin da subito uno dei volti della battaglia per il referendum per il Comune unico. A poche ore dal voto Peria non ha certo perso la convinzione per un progetto dal quale, secondo lui, dipende davvero il futuro dell’isola.

Sindaco, perché è così importante che gli elbani domani si rechino alle urne?

«Andare al voto è fondamentale, perché il referendum è la più importante occasione di cambiamento che l’isola abbia mai avuto e gli elbani non possono lasciarsela scappare».

Qual è il vantaggio più evidente che l’Elba potrà ottenere se vincerà il sì?

«Non c’è un solo vantaggio. Forse quello più significativo è poter realizzare le infrastrutture e i servizi importanti che solo un Comune unico potrà dare. Da una parte avremo una programmazione finalmente unitaria, dall’altra potremo contare su più di 25 milioni di risorse straordinarie in arrivo dallo Stato e dalla Regione che, appunto, serviranno per far compiere il salto di qualità a questo territorio».

Mi indichi il vero punto debole del comitato del no al Comune unico.

«Un punto debole? Loro, in verità, non hanno mai spiegato le ragioni del no al Comune unico. In realtà hanno giocato molto sulle paure dei cittadini, spiegando loro che con il Comune unico perderebbero gli attuali servizi erogati dai Comuni, il rapporto con la politica e il territorio. In realtà la loro proposta del no non è supportata da motivazioni concrete».

Come vede l’Elba del futuro, qualora dovesse vincere il sì al referendum?

«Vedo un’Elba con 10 municipi, le attuali sede comunali più altre due municipalità. Vedo un’isola che potrà contare sulla sospensione per tre anni del patto di stabilità, una tregua che renderà possibili gli investimenti per migliorare davvero questo territorio. E poi vedo una classe politica che migliorerà sensibilmente, grazie a una selezione naturale molto più forte. E inoltre vedo un’Elba che, finalmente, riuscirà a risolvere problemi strutturali come la gestione dei rifiuti, i porti e la viabilità».

E qualora invece vincesse il no, quale sarebbe l’Elba del futuro?

«Se vincerà il no l’Elba sarà composta da otto Comuni sempre più in crisi che saranno costretti a fondersi non per la volontà dei cittadini ma per un obbligo imposto da qualcun altro, per ragioni di sopravvivenza».

Sindaco, a poche ore dal voto è ottimista riguardo all’esito del referendum?

«Sono speranzoso perché confido nella capacità degli elbani di non farsi ingannare e nella loro possibilità di mettere in piedi una battaglia necessaria per far compiere un salto di qualità all’isola che amano. È chiaro che in questi giorni sono state agitate tante paure da parte del comitato del no. Nonostante tutto sono convinto che possiamo ottenere davvero un buon risultato. E, in ogni caso, abbiamo avuto il merito di far decidere i nostri cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa