Sicurezza
Faggiani si difende «Potevate cambiare»
L’ex assessore all’urbanistica Luigi Faggiani (nella foto) si sente per la seconda volta chiamato in causa dalla discussione sulle responsabilità della realizzazione delle palazzine ai Pozzetti....
L’ex assessore all’urbanistica Luigi Faggiani (nella foto) si sente per la seconda volta chiamato in causa dalla discussione sulle responsabilità della realizzazione delle palazzine ai Pozzetti. «Sulla vicenda – sostiene – si continua a fare una gran confusione da parte della giunta comunale per annebbiare le vere responsabilità politiche. Nel 2007 – ricorda – l’attuale amministrazione ha approvato il Piano strutturale con il quale ha deciso, in piena autonomia, quali dovevano essere le aree edificabili della città. Se non avesse condiviso le scelte dei vecchi piani regolatori le avrebbe potute cancellare o modificare, cosa che non ha voluto fare per la previsione dei Pozzetti».
«La responsabilità – sostiene Faggiani – è tutta qui e chi ce l'ha farebbe bene a prendersela se non altro per un motivo di chiarezza nei confronti dei cittadini».
Secondo l’ex assessore poi «non è regolamento urbanistico, non ancora approvato, ma il Piano strutturale lo strumento a cui far riferimento per le previsioni delle possibilità edificatorie».
«L’intervento unitario dei Pozzetti – ricorda Faggiani – risale alle previsioni del Prg del 1994, approvato definitivamente nel 1997, quando io ero assessore all’urbanistica e Guerrieri sindaco. Era un intervento molto delicato da destinare ad edilizia di qualità, in una zona di pregio da salvaguardare per i suoi valori naturali e panoramici. Non a caso si richiedeva ai proprietari la cessione di varte aree per creare un vero e proprio parco urbano. Non è un caso, dunque, che i proprietari si siano contrapposti per tanti anni. Quelle previsioni dovevano essere sottoposte a piani di lottizzazione, che avrebbero consentito al Comune di valutare le localizzazioni, le altezze e le interferenze visive degli edifici da costruire. Cosa che è stata fatta dall’amministrazione in carica nel 2011 con le conseguenze che sono oggetto della discussione odierna».
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