Il dolore
«Comuni omogenei uniti per rilanciare il territorio»
Fabiani ribadisce la linea della federazione Pd su fusioni, politiche dei servizi e sulla riorganizzazione locale con la soppressione delle Province
PIOMBINO. «Le recenti elezioni politiche hanno rappresentato un voto sulla democrazia e sulle sue forme prima ancora che sulle proposte dei partiti». Il commento è di Valerio Fabiani segretario della federazione Pd Val di Cornia-Elba che sottolinea come «si sono misurati i sintomi di un malessere diffuso verso le forme della rappresentanza democratica e quindi verso le istituzioni e la politica». Dunque richieste di cambiamento e crisi di fiducia.
«Da dove nascono – ricorda – se non in quella grande distanza che si è creata fra il cambiamento promesso e quello effettivamente realizzato? Vogliamo dimostrare di aver capito, dando prova della volontà di cambiare, partendo proprio dalle forme della democrazia. C’è bisogno – sottolinea Fabiani – di più “pubblico”di qualità e che costi meno. L’Italia ha bisogno di una riforma istituzionale complessiva: di una riforma del Parlamento e il dimezzamento dei parlamentari, del superamento delle Province e della riduzione del numero dei Comuni. Queste sono da tempo le nostre propose, ma oggi anche le proposte di tutte le principali forze politiche, tanto del Movimento 5 Stelle quanto del Pdl. Noi non vogliamo limitarci a scriverle nei programmi – dice Fabiani – ma metterle in pratica a partire dall’assetto istituzionale locale su cui possiamo incidere. Le Province vanno superate, il nostro territorio di riferimento deve estendersi, andando oltre il perimetro della Val di Cornia e unendo territori che i confini provinciali o di altra natura hanno per troppo tempo tenuto separati, ma che la storia e l’economia locale hanno già messo insieme».
«Da Castagneto alla parte settentrionale della provincia di Grosseto – prosegue Fabiani – passando per la Val di Cornia fino all’Elba emerge un ambito nuovo entro cui riscrivere pezzi importanti di politica territoriale, dalla sanità e dai servizi fino alla definizione di un nuovo modello di sviluppo. Finite le Province questo pezzo di Toscana lontana dai grandi centri dovrà sapere stare insieme per sfruttare a pieno tutte le sue potenzialità. Ma un territorio più vasto deve poggiare su basi più solide e quindi su Comuni più grandi attraverso processi di accorpamenti nel rispetto delle identità e delle specificità. Ci batteremo affinché nel referendum dei prossimi 21-22 aprile all’Elba si affermi il sì al Comune unico, e in Val di Cornia non proporremo soluzioni calate dall’alto, ma chiederemo ai cittadini di spingere verso processi di integrazione o di accorpamento fra Comuni omogenei ».
«A Campiglia e Suvereto – ricorda – riteniamo che dopo una positiva esperienza di funzioni associate e alla luce degli obblighi di legge, i tempi siano maturi per fare un passo in avanti verso la nascita di un nuovo e più grande Comune capace di superare i limiti delle funzioni associate e di portare sul territorio importanti risorse pubbliche. Pensiamo che anche San Vincenzo insieme a Sassetta debbano proseguire l’esperienza delle funzioni associate valorizzando quel ruolo di cerniera che ormai quei comuni hanno assunto verso Castagneto».
«Abbiamo messo in campo una proposta di cambiamento – conferma – la nascita dell’Alta Maremma e dell’Elba come un unico bacino di riferimento e l’integrazione o fusione fra Comuni per semplificare e qualificare il sistema istituzionale locale. Attendiamo di capire – specifica – cosa diranno tutti coloro che come noi a livello nazionale propongono la soppressione delle Province e l’accorpamento dei piccoli Comuni ma che, sul territorio, quando c’è la possibilità di dimostrare che le promesse che facciamo possono diventare realtà, tacciono oppure si dichiarano contrari. Il Movimento 5 Stelle all’Elba non ha una posizione sul Comune unico pur essendo ormai a pochi giorni dal referendum, non si esprime sulla fusione di Campiglia e Suvereto e a San Vincenzo si dichiara addirittura indisponibile ad ogni cambiamento. Dov’è finito tutto il cambiamento che hanno promesso nella recente campagna elettorale? Non sarà forse vero che le bugie hanno le gambe corte?».
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