Sicurezza
Foti lascia la segreteria, il Pd perde altri pezzi
Dimissioni con polemica: nel partito si pensa solo a tesseramento e feste Il segretario Pellegrini minimizza: «È una fase di discussione e fermento»
SAN VINCENZO. Il Pd sanvincenzino continua a perdere pezzi per strada. Dopo le dimissioni dalla segreteria del partito di Riccardo Giommetti, e le dimissioni da consigliere e da assessore di Alessandra Angelini e Franco Guidoni, giungono ora quelle di Paolo Foti.
Per Foti – ex Psi e Forza Italia e membro, da vari anni, del Pd – il partito attuale, a livello locale, non si sarebbe avvicinato abbastanza alla società civile, pensando piuttosto alle feste, al Comune unico e ai tesseramenti in un periodo drammatico di crisi in cui, per Foti, si auspicherebbero ben altre azioni. «Il Paese – dice Foti – ha bisogno di segnali forti e concreti, mentre le lotte di potere bypassano con indifferenza i bisogni delle persone. Anche qui a San Vincenzo, il Pd è stato troppo spesso slegato dalla realtà, senza innovazione nelle proposte. Pare che i problemi siano altri: i nuovi assetti dei Comuni, le feste, le primarie, i tesseramenti, invece di mandare i segnali di cambiamento che l’elettorato chiede, con un nuovo modello di sviluppo. Ma siamo sicuri che la gente ci capisca?».
Foti dice di aver tentato di porre l’accento sui problemi reali, ma senza successo. «Ho cercato – dice Foti – di far emergere i problemi per me da affrontare, ma forse non sono stato capito ed è giusto lasciare spazio ad altri. Mi aspetto che il Pd riconosca la carenza della strategia messa in campo, che si riscatti e si distingua come partito di cambiamento, con il coraggio di lasciare spazio a confronti, strategie e idee diverse. Siamo nati come partito riformista, torniamo alle origini».
Dopo le dimissioni di Foti, anche Riccardo Giommetti, giovane consigliere comunale, polemizza con il Pd locale circa l’ultimo convegno sui possibili nuovi assetti delle comunità locali. Per Giommetti – che replica così a Chioini, il quale, nei giorni scorsi, aveva accusato alcuni intervenuti di poca educazione nei confronti dello studio dell’Irpet – la maleducazione sarebbe piuttosto quella di chi conduceva il convegno (ossia lo stesso Chioini e il segretario Pd Fabio Pellegrini) esortando a concludere chi parlava contro la fusione dei Comuni. «Il problema – dice Giommetti – è considerare maleducato chi non la pensa come i vertici del Pd, mentre chi è intervenuto contro la fusione ha solo espresso la propria opinione. Dire poi che bisogna unirsi perché siamo con l’acqua alla gola è falso. Non è meglio discutere su come migliorare i servizi sul territorio? Si possono tagliare spese senza urgenza di fusioni. Ok per gli accorpamenti di funzioni, ma vanno pensati bene e con lungimiranza».
Sulle dimissioni di Foti, il segretario del Pd locale, Fabio Pellegrini, non nasconde il suo disagio. «Ho visto Foti – dice Pellegrini – e non mi ha detto nulla. Mi aveva fatto capire che avrebbe potuto prendere tale decisione, ma renderlo noto prima ai giornali che al partito, non è un costume usuale all’interno del Pd. Ne prendiamo atto, e speriamo che possa continuare a collaborare con noi». Sui problemi evidenti all’interno del Pd sanvincenzino, Pellegrini glissa: «È un momento di discussione e fermento – dice – in cui i sanvincenzini stanno riflettendo su molte cose, e per noi, questo, è positivo. Considero fisiologico che in un partito vi sia chi decide di fare una pausa e lasciare. Da parte nostra, continueremo a sentire i cittadini e i loro bisogni, per decidere insieme quale sarà il futuro di S.Vincenzo».
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