Sicurezza
Turismo, weekend buono ma previsioni incerte
Per il ponte del 25 Aprile le prenotazioni sono in calo rispetto al passato ma gli operatori confidano nel last minute legato soprattutto al meteo
SAN VINCENZO. Le previsioni sul turismo sanvincenzino? Ormai sembrano diventate un terno al lotto, e nessuno riesce più ad avere certezze su cosa accadrà dal 25 aprile al 1º maggio e, in seguito, d’estate. La stagione turistica è iniziata, e le uniche certezze riguardano il calo degli utili, anche negli agriturismi (fiore all’occhiello, da anni, dell’offerta locale) a causa delle tasse lievitate: in pratica, benché le presenze reggano, gli utili per le aziende, viste le tasse da pagare, diminuiscono.
E così è difficile stare al passo con il mercato e investire per migliorare la qualità dei servizi. Anche le pizzerie e i ristoranti non hanno vissuto una bella Pasqua (contrassegnata dal maltempo) e un bel fine settimana successivo, ma è andata meglio gli scorsi sabato e domenica.
Alberghi. Una ripresa, nell’ultimo weekend c’è stata anche per gli alberghi, ma il calo c’è. «C’è una ripresa rispetto alla Pasqua, triste a livello di presenze – dicono all’Associazione operatori turistici – e rispetto al deludente scorso fine settimana. Ma siamo comunque al di sotto degli anni passati. Per il 25 aprile e il 1º maggio siamo legati al meteo, e per l’estate per ora c’è una leggera flessione».
Agriturismo. Se agli hotel non va benissimo, non va poi così male agli agriturismo, da molti anni le strutture ricettive più gettonate. Ma anche qui non mancano le difficoltà. «Per il 25 aprile è tutto esaurito – dice Serena Malfatti, dell’agriturismo Costa Etrusca – ma per il 1º maggio siamo al di sotto con le richieste. È vero che potrebbe migliorare tutto all’ultimo minuto, ma negli anni scorsi era tutto esaurito già da un pezzo. L’ultimo fine settimana è andato bene, nonostante varie prenotazioni siano arrivate all’ultimo momento. Per l’estate – prosegue Malfatti – siamo già coperti per l’80% da giugno a ottobre. Il problema non è quanto lavoriamo, ma gli utili. Non possiamo aumentare i prezzi, ma in compenso aumentano le tasse, e alla fine gli utili sono inferiori rispetto al passato. C’è da sperare davvero che questa crisi finisca. Il mercato degli agriturismo regge, ma si soffre e si rischia di non essere più al passo con il mercato in servizi, qualità e innovazione, perché non si può investire».
Seconde case e affitti. Per quanto riguarda gli affitti, per i brevi periodi non ci sono mai state grosse richieste. Ciò che più colpisce, mentre gli habitué di San Vincenzo riconfermano per l’estate, è lo scarseggiare di nuovi clienti. «Pasqua, 25 aprile e 1º maggio non hanno mai visto molte richieste d’affitto – spiega l’agente immobiliare Livio Cristiani – ma per l’estate la previsione è interessante da vari punti di vista. Mentre assistiamo a molte riconferme, abbiamo diminuito un po’ i prezzi, perché il periodo e i clienti lo richiedono. Non ci sono però richieste da parte di nuovi clienti, cosa preoccupante. Le agenzie cercano di offrire un prodotto di qualità, con maggiori manutenzioni, perché dobbiamo far fronte alle difficoltà del mercato. A livello di compravendite, c’è un calo forte come nel resto d’Italia sull’usato, mentre per il nuovo a San Vincenzo il mercato non è attivo e, nei prossimi anni, le scarse previsioni di nuove edificazioni rischiano di distruggere il mercato.
Pizzerie e ristoranti. Per le pizzerie e i ristoranti non siamo al livello del passato. «Questo fine settimana – dice Andrea Sparapani del “Mum and Dad” – è andato meglio, ma non c’è paragone con gli anni passati. La pizza è sempre l’elemento trainante, ma la media scontrino si è abbassata».
Commercio. Nel settore commerciale sono in pochi a lamentarsi, visto il momento di crisi. Ma è un fatto che la gente metta sempre meno mano al portafogli. «A Pasqua – dice Paolo Riccucci, del negozio Bibbonesi – abbiamo lavorato nella norma, e questo fine settimana è andato bene. Non nascondo un certo timore per il 25 aprile, il 1º maggio e per l’estate, perché è innegabile che sebbene non ci possiamo lamentare, la gente spende meno».
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