Sicurezza
Se il desiderio inizia a mancare
Quando comincia a mancare il desiderio, è come se nell’auto mancasse la benzina. Inutile cercare un possibile guasto per farla ripartire. Così è per il maschio nel rapporto sessuale, una condizione...
Quando comincia a mancare il desiderio, è come se nell’auto mancasse la benzina. Inutile cercare un possibile guasto per farla ripartire. Così è per il maschio nel rapporto sessuale, una condizione semplice quanto importante, perché quella strana, inspiegabile “stanchezza” può condizionarne nel tempo il comportamento intimo nella vita personale e di coppia. Beninteso, tutto è in ordine sul piano della salute generale della persona – spiega Fabrizio Iacono dell’Università “Federico II” di Napoli, nello studio pubblicato da Bmc Surgery – ma la voglia non è più quella di prima, anzi non c’è proprio: da qui, appunto, il termine di “astenia sessuale”.
L’importanza allora della ricerca è che questa situazione, spesso non legata ad una specifica causa, venga sottovalutata e non di rado si trasformi nell’anticamera della disfunzione erettile vera e propria (ne soffrono oltre 150 mila toscani). Ecco, quindi, la necessità di parlarne col medico per focalizzare un quadro clinico sfumato, prima che sfoci nella necessità di ricorrere a specifici farmaci. La riduzione del desiderio – aggiunge Iacono – può andare di pari passo al calo naturale del testosterone, ma non sempre è così. Emerge dunque l’utilità di ricorrere, in una valutazione personalizzata, ad un composto a base di ecklonia bicyclis, tribulus terrestris e glucosamina. Il primo è un valido antiossidante, contiene polifenoli, più attivi di quelli contenuti nel tè verde. Il secondo è invece ricco di protodioscina, molecola simile al testosterone e l’ultimo, dal canto suo, agisce liberando nell’organismo l’ossido d’azoto, mediatore chimico cellulare dell’impulso nervoso dell’erezione. Il ricorso a tali componenti – conclude Iacono – si dimostra allora utile sia nella condizione d’astenia che, insieme a specifici farmaci, nella disfunzione vera e propria.
Gian Ugo Berti
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