Il Tirreno

Notti balorde, risse e alcol: l’Elba si scopre violenta

di Stefano Taglione
Notti balorde, risse e alcol: l’Elba si scopre violenta

Arrestato il 30enne che con un morso ha staccato il dito al titolare di un locale. Preoccupazione per l’aumentare dei casi

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PORTOFERRAIO. Tante, troppe risse. Negli ultimi cinque mesi, all’Elba, le serate di divertimento di tanti giovani sono rovinate da episodi di violenza. Anche d’inverno, in cui solitamente sull’isola c’è solo gente del posto. Tanti casi, accaduti spesso fuori dai locali di ritrovo dei giovani, quasi tutti causati dall’abuso di alcol, diffuso in modo preoccupante tra i ragazzi. Il primo caso risale a novembre, nel parcheggio del Decò, a Capoliveri. Due gruppi di giovani, dopo una lite scoppiata nel locale, concludono la serata in rissa e spunta un coltello. Il bilancio è di otto arresti e diversi feriti. Il sabato di Pasqua i disordini si spostano fuori dal Club 64 con l’aggressione all’agente di polizia Francesco Costa, atleta portoferraiese della nazionale di bob, nel tentativo di sedare una rissa in strada viene colpito da un pugno all’occhio sinistro, che ne provoca la rottura dell’orbita. Per motivi di sicurezza il locale viene chiuso temporaneamente dal Questore pochi giorni dopo. Nella notte fra venerdì e sabato, alle porte del capoluogo, l’ultimo caso. Stavolta ancora più efferato. Enrico Rizzo, proprietario del pub Peccati Divini di Carpani, ha perso parte del mignolo destro a seguito di un morso datogli da un cliente del bar, nel tentativo di prevenire una lite.

Gli interrogativi, osservando un’escalation del genere, sono molti. Il denominatore comune che lega i quattro episodi sembra essere l’abuso di alcol. All’Elba, purtroppo, una piaga non di poco conto. Tuttavia l’ubriachezza non può sfociare in feroci aggressioni se non c’è alla base un carattere violento. Il caso emblematico è quello di venerdì notte: mordere fino a staccare il dito di una persona, tanto più chi tenta di sedare una lite, è un comportamento che – secondo gli inquirenti – non può certo scatenarsi solo per l’alto tasso alcolemico. Alla base, probabilmente, c’è altro. Le forze dell’ordine sono comunque al lavoro per capire il perché di questa escalation di violenza, in un’isola che fuori stagione dovrebbe essere tutt’altro che pericolosa. Crisi economica, forse depressione: sono altre concause che possono spiegare, in parte, gli episodi accaduti negli ultimi mesi. La frustrazione per aver perso il lavoro – magari con l’aggravante di problemi familiari – sono altri motivi che scatenano la violenza.

I carabinieri, nella loro attività d’indagine, non escludono che alcune delle persone coinvolte nelle risse si rechino nei locali appositamente per litigare. Una sorta di sfogo che si consuma, puntualmente, quando la rabbia si mescola all’alcol.

Stavolta in ospedale c’è finito Enrico Rizzo, che si è inserito in un diverbio scoppiato fra due persone, una delle quali il 30enne domiciliato a Porto Azzurro e originario di Avellino, che gli ha morso il dito fino a staccarne la seconda falange. Dopo il fatto alcuni ragazzi hanno tentato di fermare l’aggressore – che si trovava sul posto assieme a due 50enni del nord Italia sui quali sono in corso degli accertamenti – ma i tre, dopo il parapiglia scatenatosi a seguito del morso, sono scappati. Solo alle 11 i carabinieri sono riusciti a rintracciarli e arrestare il 30enne, l’unico con precedenti a carico. L’operazione non è stata facile in quanto nessuno dei tre era noto ai frequentatori del locale. Si tratta di persone giunte sull’isola da qualche settimana per svolgere lavori stagionali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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