Il Tirreno

Rubò in un bar, tradito dal sangue

Rubò in un bar, tradito dal sangue

Ladro identificato dai carabinieri dopo 2 anni dal furto: decisive le analisi del Ris

1 MINUTI DI LETTURA





PORTO AZZURRO. Nell'estate di due anni fa si era introdotto di notte nel “bar 56” di Porto Azzurro, lungo la strada provinciale. Dopo aver forzato una vetrata ed una saracinesca interna aveva rubato 9000 euro custoditi all'interno delle casse e delle slot-machine.

Pensava di averla fatta franca, nonostante avesse subito un piccolo infortunio sul lavoro: un taglietto a un braccio e avesse perso un po’ di sangue all’interno del locale. Ma proprio da questo inconveniente capitato al ladro è iniziato il lavoro dei carabinieri di Portoferraio che, dopo uno scrupoloso sopralluogo tecnico sulla scena del crimine, hanno rilevato e analizzato con attenzione le tracce lasciate dall'individuo, sia all'interno che all'esterno del bar.

Dopo aver analizzato a fondo i dati raccolti i militari sono giunti all’identificazione dell’uomo, grazie all'ausilio dei mezzi tecnologici e scientifici in dotazione al Ris dei Carabinieri di Roma. La traccia di sangue lasciata all’interno del negozio ha tradito il ladro, un 43enne di origini napoletane ma residente da tempo all’Elba, è stato denunciato per furto aggravato, con pene che possono arrivare sino ai tre anni di reclusione. Ulteriori approfondimenti dell’indagine potrebbero, secondo quanto affermato dai carabinieri, permettere l’identificazione di eventuali complici. La beffa, insomma, si è consumata per il 43enne, incastrato dopo quasi due anni dal furto nel bar.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa