Il Tirreno

Referendum, fronte del no «Non c’è alcun progetto»

Referendum, fronte del no «Non c’è alcun progetto»

A pochi giorni dal voto sul Comune unico il comitato dei contrari torna all’attacco «Il caso elbano è diverso dalle altre fusioni toscane, è un percorso nato male»

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. L’Elba è diversa rispetto alle altre fusioni. Da noi non c’è alcun progetto». A sostenerlo è il comitato del no, dopo aver approfondito, oltre al caso elbano, gli altri progetti di fusione previsti in Toscana. Stiamo parlando di Figline e Incisa Valdarno, Fabbriche di Valico e Vergemoli, Castel San Niccolò e Montemignaio, Castelfranco di Sotto e Pian di Scò.

«Per quattro realtà si tratta di due Comuni che si fondono per realizzarne uno solo – spiegano dal comitato del no – con una strana particolarità i quattro in provincia di Arezzo sono tra loro confinanti e realizzano due fusioni anziché una. I primi quattro nascono da una iniziativa di legge della giunta regionale. Mentre nel nostro caso si tratta di una proposta di legge di iniziativa popolare.Perché questa differenza?»

Secondo il comitato del no le motivazioni sono da ricercare nel diverso percorso che è stato fatto dai primi quattro territori rispetto a quello elbano.Per i primi quattro territori si tratta della realizzazione di un progetto che contiene previsioni certe di organizzazione del sistema.

«C’è già la presentazione del progetto e il coinvolgimento della popolazione. Poi un eventuale affinamento del progetto – spiegano dal comitato del no – quindi il progetto viene approvato nei consigli comunali, fino alla richiesta alla giunta regionale di indizione del referendum. Nel nostro caso invece non c’è alcun progetto, una raccolta di firme con le caratteristiche che tutti conosciamo e tante fantasie sul dopo».

Secondo il comitato, quindi, è troppo confuso quanto dovrebbe accadere dopo il voto al referendum. «Ognuno racconta la propria verità. Nostri concittadini più o meno impegnati in politica leggono la propria sfera di cristallo, veggenti di fuori che ci propinano le proprie fantasie – attaccano dal comitato – ogni giorno assistiamo a continui esempi che si occupano di organizzazione dei servizi, di aspetti del personale, del nuovo statuto, tutti mirati a darci risposte su verità non scritte da nessuna parte ed in genere a tenerci buoni».

I dubbi del comitato del no sono legati soprattutto alla figura del commissario che gestirà la transizione dal referendum al sindaco unico. «Infatti gli unici che avranno titolo a governare, è bene ricordarlo a tutti, saranno: nella prima fase, il commissario regionale che metterà in campo le sue fantasie e le disposizioni del presidente Rossi. E successivamente, dopo la consultazione, il nuovo sindaco e gli eletti. Questo a meno che non esistano accordi predeterminati che hanno già individuato chi sarà il futuro commissario».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web