Sicurezza
Comuni verso la fusione, Pd alla ricerca dell’unità
Interventi a raffica al convegno tenuto al palazzo della cultura di San Vincenzo Durissimo il vicesindaco Camerini: «In nome del risparmio distruggono la storia»
SAN VINCENZO. La sala del Palazzo della Cultura era stracolma, ieri, al convegno organizzato dal Pd sull’eventualità di fusioni, unioni di Comuni e accorpamenti dei servizi.
«L’idea del Comune unico della Val di Cornia è tramontata, siamo qui per dar voce ai cittadini su un assetto istituzionale comunque da ripensare». Esordisce così Enzo Chioini, del direttivo locale del Pd, nel suo discorso introduttivo. Gli fa eco, poco dopo, anche il segretario del Pd Fabio Pellegrini, davanti agli sguardi attenti di Valerio Fabiani, Silvia Velo e di alcuni esponenti delle giunte della Val di Cornia e di Castagneto. La relazione di Sandra Iommi dell’Irpet, istituto di ricerca ed analisi socio-economica che svolge il ruolo di consulenza per la Regione Toscana, è ricca di numeri e statistiche. Per Iommi, dopo la sicura abolizione delle Province, sorgerà la necessità di trasferire le funzioni delle Province ad altri enti. «Ma molti Comuni - spiega Iommi - sono inadeguati a gestire tali funzioni e per dimensioni serve una cosiddetta taglia minima».
Iommi tenta di dimostrare che passare dai 287 Comuni toscani attuali ai 50 ipotizzati dalla Regione significherebbe tagliare drasticamente le spese. Ma le troppe cifre sono parse fredde a quanti invocano scelte ponderate e senza la calcolatrice sotto mano. Guido Cionini, fondatore dell’ “Osservatorio per l’autonomia di San Vincenzo”, si rivolge ai politici seduti, mostrando la propria contrarietà all’idea delle fusioni di Comuni: «Abbiamo il dovere - argomenta - di fare le cose con calma. Io mi auguro che prendiate delle scelte pensando al bene dei cittadini». Tanti applausi e il clima fra i presenti è evidente: autonomia per S. Vincenzo, no a fusioni. L’intervento più duro è del vicesindaco di S. Vincenzo Fabio Camerini (Pd): «Lo studio dell’Irpet – chiarisce - è disastroso dal punto di vista umano. Di fronte al bisogno di risparmiare, c’è chi è disposto a distruggere la nostra storia. Dove sono le radici, la memoria, l’identità? Il progetto di fusione dei Comuni sarà l’ultimo atto di una lunga vergogna». Il sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli, che ha firmato, insieme a Rossana Soffritti, il documento per il processo di fusione tra Campiglia e Suvereto, ribatte sostenendo che «identità non è poesia, ma fatti concreti. Come si salvaguarda l’identità - aggiunge - se non si hanno più i soldi per assicurare, ad esempio, una scuola dignitosa senza infiltrazioni dal tetto? Per preservare l’identità di un territorio si devono avere i mezzi per curarne il patrimonio culturale, storico e paesaggistico. E noi, i mezzi, non li abbiamo più».
Nicola Bertini del Forum pone l’accento sugli sprechi della malapolitica. «Credete forse - dice - che i conti si risolvano fondendo i Comuni, o piuttosto mettendo fine agli sprechi e al sistema di favori in atto da troppi anni a livello locale e nazionale?». Il sindaco di Sassetta, Luciano Cencioni, esprime amarezza: «È un Comune come Sassetta, con i costi irrisori che ha, a ridurre gli sprechi?».
In questo momento, da ciò che ha illustrato l’assessore regionale al bilancio e alle riforme istituzionali Vittorio Bugli, in Toscana sono già coinvolti 156 Comuni per 25 unioni, e circa 130 Comuni per 30 fusioni, e dal 1° gennaio 2014 saranno 107 i Comuni toscani sotto i 5mila abitanti che per decreto governativo non potranno più svolgere singolarmente alcune delle funzioni che attualmente svolgono.
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