Il dolore
Barsotti (Pd) «Quell’intervento si poteva evitare»
PIOMBINO. Non c’è alcun dubbio che il sommovimento sul caso delle palazzine realizzate sul viale Michelangelo, cancellando il panorama in via della Pace, abbia profondamente attraversato anche la...
PIOMBINO. Non c’è alcun dubbio che il sommovimento sul caso delle palazzine realizzate sul viale Michelangelo, cancellando il panorama in via della Pace, abbia profondamente attraversato anche la maggioranza. Ne è testimonianza la dichiarazione di Rinaldo Barsotti, consigliere comunale Pd, che oggi tiene a ricordare di aver presentato il 12 febbraio scorso un’interrogazione sull’argomento, alla quale l’assessore all’urbanistica Francardi dette la risposta scritta che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi.
Barsotti sostiene che «nella seduta del 27 ottobre 2012, relativa al “Piano di lottizzazione "Iu 9a - Località Pozzetti" - adozione” non si fece mai riferimento a prescrizioni specifiche che imponessero l’altezza massima degli edifici al limite del fondo stradale di via della Pace, bensì si parlò di “sviluppo armonico” dell’intervento, presupponendo in buona fede e con una buona dose di sottovalutazione, che i tetti non avrebbero oltrepassato il piano di calpestio del belvedere e che non avrebbero ostacolato la visuale».
«Mi sento dunque responsabile – afferma Barsotti – per avere votato, insieme a quasi tutto il consiglio, questa delibera senza la certezza di quanto si stava realizzando. Il mio voto insieme ai tanti è stato di carattere fiduciario verso chi esponeva il piano e le risultanze della IV commissione che lo aveva approvato, almeno dalla mia parte politica».
«L’assessore Francardi, per quanto mi ricordi – continua il consigliere Pd – non ha mai parlato esplicitamente di misure degli edifici tali da non invadere il campo visivo del belvedere e, allo stesso tempo, oggi si assume completamente, a parer mio ingiustamente, tutta la responsabilità di quanto è sotto gli occhi di tutti».
«Si tratta di un atto di onestà intellettuale e politica che tuttavia non cancella o perlomeno non risolve la situazione, frutto di sottovalutazione e di una prassi che molte volte affida alla fiducia (in questo caso miope) verso i colleghi delle commissioni il proprio voto».
«A chi tende a minimizzare l’accaduto – conclude – suggerisco di essere più umile nell’accettare il responso di tanti cittadini su un’opera che andava meglio valutata. Confido nelle risoluzioni che l’assessore ha prospettato per attenuare l’impatto di questa opera, che certo non eguaglia come negatività gli edifici confinanti, ma che in presenza di un’aumentata sensibilità ambientale, poteva davvero essere evitata».
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