Il Tirreno

«Concordia, progetto troppo incerto»

«Concordia, progetto troppo incerto»

Legambiente: i soldi promessi non basterebbero e i tempi sono sottostimati. Si rischia solo di sprecare denaro pubblico

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PIOMBINO. Sull’operazione che dovrebbe portare il relitto della Concordia a Piombino, e soprattutto le risorse necessarie all’adeguamento del porto, arrivano le forti perplessità di Legambiente. Dubbi e preoccupazioni che il Circolo Val di Cornia, sparge a piene mani «dopo incontri con autorità preposte. Ancora non esiste un progetto esecutivo delle opere portuali – dice Legambiente – non un progetto di massima e neppure un'idea precisa di dove andare a ricoverare il relitto della Concordia. Ci sono in ballo diverse soluzioni e posizioni dentro il porto, e alcune varianti progettuali che dipendono da come verrà trasportata la nave, a rimorchio o in sella alla nave olandese».

Così l’opinione degli ambientalisti è che «in mancanza di un progetto esecutivo è difficile stabilire i costi, ma comunque si è affermato che il lotto minimo cantierabile è di 100 milioni di euro, per partire con la progettazione ed esecuzione del primo lotto di opere. Inoltre vi è una prescrizione rigida per cui non possono essere appaltate le opere se contemporaneamente non vengono appaltati i lavori della 398 fino al Gagno, con una bretella che arriva fino alla parte orientale del porto per altri 50 milioni».

Inoltre a non convincere Legambiente è «l’atteso decreto del ministro Clini che, per ciò che è dato sapere, contiene solo, come dice il sindaco, una ricognizione delle risorse finanziarie disponibili, totale 73 milioni, in parte già impegnati per altre opere come le bonifiche del Sin tra cui Città Futura, e alcuni già spesi».

Un’analisi che porta a sostenere da parte di Legambiente «che in questi termini l’operazione Concordia non sta in piedi, per cui per avere altri soldi c’e’ bisogno di un altro decreto, che trova le sue motivazioni nell’inserimento di Piombino nelle aree di crisi complessa. Riassumendo, se dopo il decreto Clini, il ministro Passera non firmerà un decreto con dentro almeno 150 milioni, le opere portuali e viarie non partiranno e poi, a breve giro, serviranno altre decine di milioni per completare le opere. Altrimenti Piombino rischia di trovarsi un porto formato da scheletri di opere incompiute, (vedi le enormi vasche per le banchine costruite e completamente vuote), che non avranno alcuna possibilità di utilizzo per traffici portuali o demolizioni navi».

I dubbi e le preoccupazioni sono anche sui tempi delle operazioni che oltre tutto vengono giudicati sottostimati: «Il presidente dell'Autorità portuale Luciano Guerrieri – dice il circolo ambientalista – parla di 6-8 mesi per la diga foranea di 1150 metri e altri 9 mesi per concludere: le banchine, il bacino per la nave, il dragaggio e la strada 398. Inoltre, una volta approvati i decreti, che devono essere convertiti in legge, solo per i progetti, le valutazioni di impatto ambientale, le autorizzazioni e tempi per gli appalti, occorreranno mesi».

«Tempi che cozzano con quelli promessi ai gigliesi – prosegue Legambiente – per cui la nave deve lasciare l’isola a ottobre 2013, cioè tra 5 mesi. L’emergenza Concordia candida Piombino ad accogliere il relitto, ma non ha un porto adatto e non può rispettare la cronologia di rimozione e ricovero del relitto dati dalla Costa. Servono grandi opere ma i soldi pubblici non ci sono e vanno ricercati con decreti che, ormai è chiaro, non sono giustificabili solo per la Concordia, ma per risolvere la crisi industriale di Piombino».

Il timore di Legambiente è di «ritrovarci come per i fanghi di Bagnoli, quando venne sprecato tempo e denaro senza veder realizzato qualcosa di concreto per risollevare l’economia di Piombino. La città attraversa un grave periodo di crisi e ha necessità conclamate, ma per risolverle ha bisogno di legarle ad altre motivazioni e altre emergenze? Non vorremmo inoltre, che nel momento in cui la nave sarà disincagliata dal Giglio e il porto non fosse pronto, la soluzione facile fosse un porto fuori dall'Italia».

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