Il dolore
Un sindaco, 4 settori e 275 dipendenti nel Comune unico
L’ipotesi di riassetto per l’Elba elaborata dall’Università di Pisa Risparmi di 500mila euro con il taglio dei contratti a tempo
PORTOFERRAIO. Un solo segretario comunale, cinque dirigenti e un organico stabile di 275 dipendenti suddivisi in quattro settori (area amministrativa, servizi al cittadino, area economico-finanziaria e area tecnica), oltre al corpo di polizia municipale.
Il risparmio, ottenuto con il blocco del turnover e il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato, si aggirerebbe sui 500mila euro. E il posto per tutti i lavoratori a tempo indeterminato sarebbe garantito seppure, in alcuni casi, diversamente distribuito.
È questa, in sintesi, l’ipotesi di riorganizzazione dei dipendenti del nuovo Comune unico, secondo lo studio elaborato dall’Università di Pisa per conto del comitato per il sì. «Si tratta di un organigramma realizzato dall’università che servirà solo come aiuto per gli amministratori – spiegano dal comitato – è da considerare solo come un’ipotesi. Il nuovo assetto per la dotazione organica del Comune unico dovrà ovviamente essere prospettato dal nuovo management del Comune e dagli organi politici eletti e contrattato con i sindacati con i quali da tempo abbiamo chiesto un incontro che ancora oggi attendiamo per rassicurare i dipendenti. Il nuovo Comune non stravolgerà le loro funzioni, ma le valorizzerà».
L’organico. Negli otto Comuni dell’isola d’Elba sono impiegati ad oggi 296 dipendenti. Tra questi 269 sono dipendenti a tempo indeterminato, mentre i restanti 27 sono a tempo determinato o a contratto, tra cui 7 segretari comunali, 3 dirigenti e 17 semplici dipendenti. Il blocco del turnover e il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato per 17 dipendenti ridurrà numericamente l’organico producendo, secondo le stime elaborate dall’università di Pisa e riportate dal comitato per il sì al Comune unico, un risparmio annuo di circa 500mila euro. Sui segretari comunali vi sarà una riduzione complessiva da 7 a 3 unità: nell’ipotesi di riassetto ci sarà un segretario, un vice, mentre uno dei segretari farà da dirigente di uno dei quattro settori del Comune.
In questo caso il risparmio si aggirerebbe sui 300mila euro. I posti dei lavoratori a tempo indeterminato sarebbero garantiti, ma inevitabilmente alcune funzioni potrebbero essere riassegnate in aree e luoghi di lavoro diversi.
I settori. Le funzioni della nuova amministrazione comunale sarebbero organizzate in quattro macro aree. Nel settore amministrativo e dei servizi demografici lavoreranno 57 dipendenti, di cui 20 da utilizzare alla segreteria generale e 37 dislocati nei vari municipi. I servizi demografici avranno un distaccamento in ognuno dei municipi esistenti.
Altro settore centrale per il nuovo Comune sarà quello dei servizi al cittadino. Diciotto dipendenti sarebbero assegnati ai servizi di interesse generale come turismo, trasporti, sport, cultura, gli altri 35 saranno assegnati ai municipi per i servizi locali come scuola, servizi sociali, casa, manifestazioni locali e i Suap per l’assistenza alle pratiche delle imprese.
Il Comune unico, secondo l’ipotesi portata avanti dall’università di Pisa, avrà un solo settore economico finanziario con un unico ufficio tributi che potrà rendere omogenea la fiscalità sul territorio dell’isola. Tutti i dipendenti, 24 persone, saranno “centralizzati” e gestiranno gli uffici della contabilità, bilancio, economato, gestione partecipate, residui e mutui. L’ultimo settore è quello dell’area tecnica, responsabile del piano urbanistico unico e del piano dei lavori pubblici. 94 dipendenti, di cui 10 specialisti di urbanistica nella sede centrale, gli altri 84 dislocati nei municipi. Il corpo di polizia municipale unico potrà contare invece su 39 dipendenti.
Sede a geometria variabile? Il luogo che ospiterebbe la sede del Comune unico, qualora vincesse il sì al referendum, è un tema molto dibattuto. La paura di molti è che Portoferraio finirebbe per cannibalizzare gli altri comuni.
La soluzione, avanzata nel progetto dell’università, potrebbe farsi spazio è una distribuzione a geometria variabile. La giunta, il sindaco e il consiglio potrebbero avere sedi diverse, così come i settori. Oppure si potrebbe avere una rotazione nei vari municipi, nelle sedi dei vecchi Comuni.
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