La manifestazione
Pozzetti, il Pd si divide su Francardi
Voci di dimissioni, ma gran parte del partito lo difende. E le critiche investono anche Cerrina, capo dell’ufficio urbanistica
Sulla vicenda delle palazzine dei Pozzetti, quelle che stanno provocando una mezza rivolta popolare per aver oscurato il panorama in uno dei punti più belli della città, la maggioranza ancora non ha trovato una via d’uscita. Negli ultimi due giorni si sono susseguite riunioni (di maggioranza e dell’Unione comunale del Pd) e contatti per cercare una soluzione, sia a livello politico che nella sostanza.
Dal punto di vista formale sarà la quarta commissione, martedì prossimo, la sede istituzionale in cui l’assessore Luciano Francardi e il dirigente dell’Ufficio urbanistica Camilla Cerrina cercheranno di mettere un punto alla vicenda esponendo ufficialmente le proprie tesi.
Impresa difficile, quella di chiudere la questione solo con una spiegazione formale, visto che il malumore non è solo fra i cittadini, ma anche all’interno della maggioranza: e così si fanno insistenti le voci sulle possibili dimissioni dell’assessore Francardi, che secondo alcuni almeno dimostrerebbero alla città la capacità di assumersi dal punto di vista politico la responsabilità degli errori commessi nella vicenda.
Ma c’è anche chi pensa invece che alla fine a rispondere di questo pasticcio dovrebbe essere proprio la dirigente dell’ufficio urbanistica, l’architetto Cerrina, per non aver valutato, lei che ne ha gli strumenti professionali, l’impatto di costruzioni che pure in sé e per sé sono in regola con le previsioni.
Su entrambe le ipotesi, e in particolare sul futuro di Francardi, anche all’interno del Pd ci sono posizioni diverse. In molti infatti non sono d’accordo nel fare dell’assessore il capro espiatorio della vicenda. E il capogruppo Claudio Capuano, alla domanda sulle possibili dimissioni dell’assessore all’urbanistica, si limita a rispondere: «A me non risultano».
Certo è che in ogni caso la maggioranza è impegnata non solo nella ricerca di una via d’uscita dal punto di vista politico, ma anche di una soluzione tecnica che sappia placare l’ondata di proteste, con le elezioni amministrative sempre più vicine. Così si sa che sono in corso contatti con l’impresa Giorgi per cercare in qualche modo di minimizzare l’impatto visivo, non essendo certo sufficienti quei rimedi prospettati da Francardi, tipo le torrette trasparenti.
A Giorgi – con cui tra l’altro è già in corso un contenzioso per l’agricamper di Riotorto – il Comune potrebbe arrivare a chiedere di abbattere un piano. Ma è facile immaginare una risposta negativa, visto che al di là delle difformità per le quali è già stato multato di 100mila euro, per quelle palazzine il costruttore dal punto di vista normativo e dei permessi è perfettamente in regola.
«Questa vicenda suscita in noi perplessità e rammarico - dice il capogruppo del Pd Claudio Capuano – però non deve sfuggire un elemento: quel progetto ha passato tutti gli step formali, anche quelli paesaggistici, è stato esaminato nelle commissioni e poi votato dal consiglio comunale, anche da chi ora lo contesta. Mai c’è stato un appunto, o un’osservazione al progetto. Quel piano nel suo complesso ci convinceva e continua a convincerci, specie con l’area a verde».
Capuano comunque assicura che «c’è il nostro massimo impegno a non lasciare tutto così. E sono convinto – conclude il capogruppo del Pd – che troveremo una soluzione per mitigare l’impatto delle palazzine».
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