Sicurezza
Supplenti senza stipendio da oltre 2 mesi
Il dramma dei precari negli istituti elbani: cambia il sistema di pagamento ma le scuole hanno prosciugato il fondo cassa
MARINA DI CAMPO. Alcuni di loro si alzano all’alba tutte le mattine. Da Cecina, da Piombino o da Livorno vengono a prendere il traghetto per l’isola. Altri si pagano l’affitto all’Elba perché arrivano da più lontano. Sono insegnanti precari, assunti negli istituti scolastici dell’isola d’Elba come supplenti. Il loro sacrificio si fa più pesante via via che si accumulano i giorni di lavoro. In compenso, però, gli stipendi sono evaporati. Un mix esplosivo di ritardi, problemi burocratici e il cambiamento del sistema informatico per effettuare i pagamenti ha fatto esplodere decine di casi. Solo al comprensivo di Marina di Campo i supplenti rimasti a secco di stipendio da febbraio sono 13, una quindicina a Marciana Marina. Ma problemi simili sono estesi alle altre scuole dell’isola e in altre zone d’Italia. A Grosseto siamo arrivati persino al sorteggio per stabilire chi tra i supplenti poteva avere lo stipendio, all’Elba il problema si fa sentire ancora di più dal momento che i precari rappresentano buona parte del corpo docente e i sacrifici per chi viene da fuori per insegnare, tra traghetti, tempi di viaggio e spese, sono molto pesanti. Da due mesi il disagio di tanti insegnanti è esploso. «Per giorni nessuno ne ha parlato, adesso abbiamo sentito l’assessore Targetti che ha promesso di anticipare gli stipendi per gli insegnanti di Grosseto, nella scuola del sorteggio – attacca Maria Grazia Mazzei, direttore amministrativo (a scavalco) dei comprensivi di Marina di Campo e Marciana Marina – È solo una mossa demagogica, cosa succede agli altri? A una scuola come la nostra dove in tredici non vedono lo stipendio da mesi?».
Maria Grazia Mazzei è da anni direttore amministrativo della scuola di Marciana Marina. Da quest’anno, per far fronte ai tagli ministeriali, è stata assegnata a scavalco anche alla scuola di Marina di Campo. Il suo lavoro è far quadrare i conti delle scuole, un impegno che «sta diventando – dice lei stessa – impossibile». Così, da mesi, la stessa Mazzei sta cercando disperatamente un modo per andare avanti e per dare spiegazioni agli insegnanti, giustamente infuriati per i ritardi nei pagamenti. Il caos con gli stipendi dei precari è scoppiato a gennaio, con l’introduzione del nuovo sistema per l’erogazione dello stipendio al personale supplente temporaneo, fino a novembre 2012 a carico del bilancio delle istituzioni scolastiche. In teoria le scuole dispongono virtualmente delle cifre e poi il ministero paga sulla base della rendicontazione fatta dagli istituti. In teoria, appunto. «A novembre e dicembre abbiamo pagato gli stipendi coi nostri soldi, con il ministero che avrebbe provveduto ai rimborsi. Ma quei soldi non sono più arrivati – spiega il direttore amministrativo Mazzei – a gennaio abbiamo anticipato da soli i compensi, utilizzando il nuovo sistema di pagamento e prosciugando il nostro fondo cassa. Ora siamo a secco. Il ministero ci ha comunicato di aver stanziato 7,8 mila euro ma quelle risorse non sono arrivate e i pagamenti dal portale sono tutt’ora bloccati». La scuola, così, naviga a vista senza poter pagare i supplenti, in attesa dei soldi dal ministero che ha annunciato lo sblocco nella metà di aprile. In questi mesi il direttore amministrativo delle scuole di Campo e Marciana Marina ha passato il suo tempo cercando disperatamente di trovare una soluzione con il ministero. «Ho chiamato decine di volte il ministero, mi hanno fatto sapere il nome del responsabile della direzione regionale. Peccato che era in pensione da due anni – racconta Mazzei – i dirigenti del Miur Davoli e Filisetti non hanno mai risposto al telefono. Tutto ciò è grottesco, basti pensare che ci troviamo a fare un bilancio quando il ministero, con tre diverse circolari, prima ci assegnava risorse per 14mila euro, quindi solo 3mila. Con questi soldi dovremmo portare avanti la scuola. Purtroppo non c’è fine al peggio». Il blocco degli stipendi ai supplenti è solo la punta, drammatica, di un iceberg particolarmente ingombrante, visto che il sistema scolastico dell’Elba è in larga parte strutturato sui supplenti. «Ogni giorno parlo con insegnanti disperati – racconta il direttore amministrativo – alcuni mi dicono che non ce la fanno più a pagare l’affitto, altri non hanno i soldi per la benzina. È una vergogna».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
