Sicurezza
A 14 anni dall’esplosione case ancora inabitabili
Via Landi: Casalp sta provando a terminare il nuovo immobile in costruzione Il lotto dovrà essere finanziato con un bando per un altro mutuo da 500mila euro
PIOMBINO. Sono passati quattordici anni dall’esplosione della palazzina di via Landi (la tragedia avvenne nell'aprile del 1999).
Oggi Casalp prova a terminare l’immobile rosa a quattro piani (compreso il piano terra) con un bando per individuare l’istituto di credito con il quale accendere un mutuo da 500mila euro.
Questo è solo un primo lotto, insieme alla palazzina piombinese ci sono altri alloggi di Livorno e Collesalvetti. In totale, la spesa complessiva è di due milioni e 400mila euro.
Di questi tempi che risparmiare è d’obbligo, per individuare l’offerente si fa una gara pubblica.
C’è tempo fino ai primi di maggio per la presentazione delle offerte da parte delle banche che vorranno candidarsi a partecipare alla gara.
Dopo l'apertura delle buste ed il controllo del materiale consegnato a Casalp, occorreranno i tempi di rito per espletare la gara ed individuare il vincitore. Più saranno gli istituti partecipanti più si allungano i tempi per la conclusione del bando. Casalp estinguerà il debito in 40 rate semestrali posticipate, comprensive (fin dalla prima rata d’ammortamento) d’una quota di capitale e di una quota d’interessi. Ma, se le condizioni economiche lo permetteranno, il mutuo potrà essere chiuso anche prima. In questo momento, in via Landi, all’altezza della nuova palazzina rosa, manca anche il marciapiede. Il cantiere sembra un guscio vuoto. Oltre la recinzione in ferro s'intravede la corte interna, che è ancora da completare. C'è il cartello di Casalp nel quale si vede che i lavori sono stati iniziati tra il 2010 ed il 2011. In quel lasso di tempo si è tirato su il palazzo, si è dato forma ai dodici nuovi alloggi. Ma da qui alla consegna definitiva delle chiavi il percorso è ancora lungo.
E nuovi soldi devono essere trovati. Dietro le finestre chiuse di quel palazzo manca la vita delle famiglie, di quanti loro malgrado, sono stati protagonisti di una vicenda tutta che ha dell’incredibile. Mancano i servizi essenziali per rendere quelle case abitabili. Alla base un vuoto normativo che oggi determina ancora un guscio quasi vuoto ed ulteriori spese per la collettività. Nel frattempo le famiglie hanno dovuto rifarsi una vita e soprattutto una casa. Perché in quattordici anni ne cambiano di cose. Il cantiere oggi è solo un “guscio” e via Landi l’emblema di quanto è difficile dare una casa a chi la perde per colpe non sue.
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