Sicurezza
Il nostro vino a caccia di mercati esteri
Folta rappresentanza di produttori della Val di Cornia alla classica rassegna veronese Vinitaly
VERONA. Buona affluenza negli stand del Vinitaly numero 47 già nei primi due giorni d'apertura. La realtà dei primi commenti negli stand delle aziende della Val di Cornia è variegata: «Il nostro lavoro sui mercati esteri ha dato i frutti. I suoi risultati - sottolinea Stefano Bonaguidi della suveretana Bulichella – permettono du guardare con buone potenzialità al futuro rispetto al mercato nazionale che zoppica per la crisi di ristoranti ed enoteche».
«Il mercato estero va meglio - commenta Maria Teresa Cabella (Azienda Gualdo del re, Suvereto)- di quello italiano. Regge il Nord, molti i contatti con clienti di Lombardia e Veneto. L'intresse della Cina per i vini italiani non è per noi una sorpresa, ci stiamo lavorando già da quale anno. Queste le sensazioni legate ai primi giorni del Vinitaly, vedremo nei prossimi quanto il carnet si arricchirà di appuntamenti». L'azienda presenta la novità "Shiny" un rosato realizzato con uve di aleatico, piccola produzione.
Giovanni Bonti (San Giusto, Piombino), dice di aver «registrato in queste prime ore un aumento d'interesse sui nostri vini da parte del mercato americano. Ho avuto ad esempio contatti con un paio di importatori già clienti nel passato, poi spariti. Ora sono tornati . L'Europa resta comunque il nostro mercato principale, Germania e Lussemburgo in particolare».
Marco Pavoletti è presente con due aziende l'elbana Mola e una di Bolgheri: «L'interesse sui vini di Bolgheri sta crescendo, il mercato estero si attesta sul 75%, in calo quello elbano. In prevelenza si muovono i vini bianchi non tanto in Italia (siamo sul 15%). L'Aleatico fino a un paio di anni fa al top sui mercati stranieri e italiani registra una leggera contrazione. Ha ora un piccolo e particolare mercato, nemmeno semplice. Un bilancio sull'edizione 2013 più preciso si potrà fare alla fine del Vinitaly. Partire di domenica può essere una difficoltà, positivo invece l'aver ridotto la sua durata a quattro giorni. Il Vinitaly conferma come sempre la sua importanza. Il mercato del vino in assoluto registra difficoltà per la crisi nel settore della ristorazione ma sembra che ci sia una piccola ripresa anche in Toscana».
«Si parla tanto - dice Stefano Frascolla, dell’azienda Tua Rita - della crescita in Cina, che è il quinto produttore di vino nel mondo. E' molto interessante per il futuro ma solo per vini d'alto livello. In crescita i ristoranti che richiedono prodotti italiani e francesi. Pesano a nostro danno i costi molto più alti da noi. Siamo fuori gioco per troppi aspetti, tra cui problemi fiscali e costo della manodopera. I nostri vini d'eccellenza comunque tengono. Interessano, vedi l'ultima mia esperienza in Inghilterra con altre 10 aziende. A fine maggio sarò a Tirana sempre con un gruppo di altre 10 aziende. Lavoriamo all'85% con l'estero, abbiamo mercati aperti con 40 Paesi".
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