Il Tirreno

Tares, la vera stangata arriverà a Natale

di Stefano Taglione
Tares, la vera stangata arriverà a Natale

Pagamento in tre rate, la più pesante a fine 2013. Penalizzati i Comuni che hanno ancora la Tarsu, sette su otto all’Elba

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. L’arrivo dalla Tares, la nuova tassa sui rifiuti che sostituisce la Tia e la Tarsu, all’Elba farà molto male. Tutti i comuni ad eccezione di Portoferraio, che fino al 2012 hanno applicato la Tarsu con la quale i costi del servizio di raccolta venivano solo in parte addebitati ai cittadini, dovranno ritoccare al rialzo le tariffe.

Da quest’anno, infatti, le amministrazioni non potranno più contribuire ad ammortizzare l’imposta con le proprie risorse, ma dovranno incassare i soldi interamente dagli utenti. Un disagio per gli elbani che si abbina ai 30 centesimi al metro quadro di maggiorazione che chiederà lo Stato per i cosiddetti “servizi indivisibili” come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale e le aree verdi. Si preannuncia quindi una vera e propria batosta, soprattutto a fine anno. Il nuovo calendario dei pagamenti ipotizzato dal governo prevede infatti tre rate: la prima a maggio, la seconda a settembre e la terza, quella più sostanziosa, a dicembre. Le prime due tranche saranno simili a quelle dell’anno scorso, equiparabili al pagamento della Tia per Portoferraio e della Tarsu per gli altri comuni, e il resto, fra cui la maggiorazione per i “servizi indivisibili”, si dovrebbe pagare prima di Natale.

E difficilmente, all’Elba, la raccolta differenziata raggiungerà percentuali tali da abbattere i costi, pressoché inalterati rispetto all’anno scorso. «I rifiuti prodotti sull’isola sono meno – conferma il presidente dell’Esa (Elbana servizi ambientali), Idilio Pisani – perché l’economia langue. La nuova Tares ci mette in difficoltà – sottolinea Pisani – perché il governo tarda a decidere. Noi di Federambiente, insieme all’Anci e ai sindacati, stiamo pressando l’esecutivo proprio per questo motivo».

Il presidente di Esa si dice preoccupato anche per i conti della società, visto che se i cittadini non pagano l’imposta, anche i Comuni non hanno soldi per pagare il gestore. «Portoferraio ha come tassa la Tia e non può darci un euro finché non approverà il bilancio di previsione 2013 – spiega Pisani –. Per ora incassiamo i soldi solo dagli altri Comuni, in cui vige la Tarsu. Queste amministrazioni – continua Pisani – possono versarci le stesse rate mensili del 2012 e, dopo l’approvazione del bilancio di previsione, faranno l’eventuale conguaglio. Tuttavia, se a loro mancheranno i soldi per pagarci – conclude Pisani – fintanto che i cittadini non pagheranno la tassa noi rischiamo di rimanere senza un euro, visto che le banche non prestano soldi». Anche fra i sindaci elbani monta la rabbia. «La Tares è una mini patrimoniale – commenta il sindaco di Marciana Marina e vice-presidente Ancim, Andrea Ciumei –. Fino all’anno scorso contribuivamo al 20% della tassa a nostre spese, ora non possiamo più farlo. Non possiamo neanche ridurre altre imposte, visto che l’Imu è al minimo».

La rata di dicembre, come detto, sarà quella più pesante da sopportare. Le stime riportate dal quotidiano Sole 24 Ore parlano di una rata di dicembre quasi doppia rispetto alle altre nei comuni in regime di Tarsu in cui la tassa copriva l’80% del costo del servizio. Per i fondi commerciali lo sbalzo potrebbe essere ancora più difficile da sopportare. Sempre il Sole 24 Ore fa l’esempio di un ristorante da 200 metri quadrati che a maggio e settembre pagherebbe 267,6 euro, mentre a dicembre la quota salirebbe a 4.200 euro. Anche per gli esercizi commerciali la bolletta natalizia peserebbe tra le 10 e le 20 volte in più rispetto alle prime due rate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web