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«Rio Marina soffre, Provincia fai presto»
RIO MARINA. «Il disagio è forte, come la preoccupazione degli abitanti di Rio Marina». Francesco Bosi, ex sindaco del paese interviene sulla grave situazione che si è determinata con l’interruzione...
RIO MARINA. «Il disagio è forte, come la preoccupazione degli abitanti di Rio Marina». Francesco Bosi, ex sindaco del paese interviene sulla grave situazione che si è determinata con l’interruzione della strada del Piano, in seguito alla voragine aperta lo scorso gennaio. «Nei giorni scorsi ero a Rio Marina e ho potuto constatare personalmente quanto sia forte il disagio della popolazione per l'isolamento in cui si è venuto a trovare questo comune in conseguenza dei noti dissesti della strada provinciale – spiega Bosi – mi sono permesso di contattare personalmente il presidente Kutufà che ha fornito rassicurazioni circa la tempistica dell'intervento al Piano. Spero che ciò avvenga per scongiurare il dramma di una stagione estiva di isolamento che metterebbe davvero in ginocchio il capoluogo».
Bosi si dice fiducioso che la Provincia rispetti i termini indicati. L’ultima nota dell’ente livornese parlava dell’approvazione del progetto esecutivo per la sistemazione della strada entro la prossima settimana . «Certo non sono confortanti i segni di un tempo troppo lungo per gli accertamenti geologici che in parte già erano nella disponibilità della Provincia di Livorno – dice Bosi – a ciò deve aggiungersi lo stato pietoso in cui versa la viabilità alternativa, ovvero la Parata, altra strada provinciale che collega Rio Elba con Cavo e così pure il tratto Cavo-Rio Marina, dove da oltre un anno insiste una frana (che obbliga il traffico a procedere a corrente alternata) a cui non si è posto rimedio. Insomma uno stato di abbandono che non si verifica in altre parti dell'Elba aggravato dal fatto che a Rio Marina c'è il secondo dei due porti commerciali elbani sul quale, insieme a Cavo, si riversa una parte importante degli arrivi di auto e camion dal continente. Il commissario ha fatto la sua parte, i cittadini si stanno mobilitando. Adesso spetta alla Provincia e, se necessario, alla Regione, dimostrare di esserci».
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