Il Tirreno

PIù ELBA

«Via la gabbia da Cala dei Frati»

«Via la gabbia da Cala dei Frati»

Agarini: troppe calette dell’isola inaccessibili e in mano ai privati

1 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. «La spiaggia di Cala dei Frati deve tornare libera». È la dichiarazione di Mario Agarini, responsabile di Più Elba, declinazione locale di Più Toscana, che denuncia le condizioni di inagibilità del sentiero che conduce al litorale della Cala dei Frati, a Portoferraio.

«La spiaggia non è altro che la continuazione del litorale principale, quello delle Ghiaie, dalla quale è separata dalla scogliera, ma il suo accesso resta tuttora sbarrato da alcuni privati. Un bene prezioso per la città di Portoferraio, da lasciare raggiungibile da terra e non nascondere».

Ma la Cala dei Frati, secondo Più Elba, è soltanto la punta dell'iceberg di altre calette ingabbiate dai privati o nascoste da una segnaletica stradale inesistente. «A partire da quella di Viticcio – dice Agarini – il cui ingresso è accessibile solo attraverso le scalinate di due alberghi. Ci sono poi spiagge non segnalate e raggiungibili solo da sentieri privati come quella di Lamaia e Porticciolo, quella di Bigeschi o le spiaggette delle Grotte. In pratica quattro meraviglie ingabbiate per colpa dell'incuria generale e di una Portoferraio ormai troppo in soggezione a causa del turismo e condannata a vivere di stagionalità».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze