Il Tirreno

Operatori contro la tassa di soggiorno applicata in anticipo

di Paolo Federighi
Operatori contro la tassa di soggiorno applicata in anticipo

Accuse di insensibilità rivolte al Comune per la decisione maturata mentre si registra la flessione delle presenze

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SAN VINCENZO. E’ molto dura la presa di posizione dell’Associazione Operatori turistici e commercianti – che conta oltre 50 strutture alberghiere e 30 esercizi commerciali – contro l’amministrazione comunale. Gli operatori si dichiarano allibiti dall’anticipazione della tassa di soggiorno (entrata in vigore lo scorso 23 marzo, con una settimana d’anticipo rispetto allo scorso anno) in un momento di tale crisi da produrre una Pasqua disastrosa, per numero di presenze, a San Vincenzo. E davanti alle scelte del Comune, chiedono alla Giunta, seppur in modo indiretto, le dimissioni in blocco.

«La settimana pasquale – dicono - è stata un vero disastro dal punto di vista delle presenze. Le strutture ricettive hanno registrato un calo medio almeno del 30-40% rispetto all’anno precedente. La causa è imputabile non tanto alle condizioni meteo sfavorevoli, quanto soprattutto alla crisi economica generale. Negative sono anche le previsioni per la prossima stagione estiva e per il futuro. Il mercato italiano è in caduta libera. In Italia, secondo un rapporto di Federalberghi – prosegue l’associazione – una gran quantità di strutture ricettive ha già dovuto chiudere. L’unica speranza è quella di poter supplire alla mancanza dei clienti italiani potenziando il mercato straniero».

Secondo l’associazione, in questo scenario l’amministrazione sanvincenzina avrebbe sbagliato non solo ad applicare di nuovo la tassa di soggiorno, ma addirittura ad anticiparla, facendola entrare in vigore il 23 marzo scorso. «La gente non viene – sostengono gli operatori - e le tasse, invece di essere diminuite o tolte, vengono aumentate. Non parliamo, poi, di come sono stati spesi i soldi provenienti da questa tassa. Chiedere le dimissioni di un’amministrazione comunale per incapacità di gestire una situazione economica (anzi, rendendola ancora più grave) è impossibile in un Paese come l’Italia. Ci auguriamo per lo meno che i nostri politici provino vergogna, se non di fronte ad una categoria economica, almeno di fronte alla popolazione, e facciano marcia indietro – concludono - su una delle tante decisioni sbagliate che ultimamente hanno preso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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