Il Tirreno

Asl 6, fa obiezione più del 65% dei ginecologi

di Valeria Parrini
Asl 6, fa obiezione più del 65% dei ginecologi

Sono in calo le interruzioni volontarie di gravidanza L’anno scorso a Villamarina sono state un centinaio

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Il 65% dei ginecologi dell’Asl 6 è obiettore di coscienza. La percentuale è inferiore a quella nazionale (dove raggiunge il 70%) ma è, comunque, alta. E conferma la mancanza diffusa di equilibrio tra tutti i diritti garantiti dalla legge 194. A svantaggio delle donne che decidono di interrompere la gravidanza.

Su 29 medici iscritti nel libro paga aziendale, ben 19 fanno obiezione. Meno marcato è il dato delle ostetriche. Sono 14 su 51 le operatrici che non intervengono in sala operatoria in caso di aborto volontario.

Negli ospedali di Livorno e provincia le interruzioni, nel corso degli anni, fanno registrare un calo progressivo delle interruzioni. Dal 2004 la diminuzione è stata del 26%, con un trend medio del 3%.

Qualche altra cifra. Lo scorso anno, nei quattro presidi ospedalieri, le donne - sia residenti che non, di qualunque cittadinanza -, che si sono sottoposte all’intervento sono state 639. Nel 2004 furono 869.

Il dato 2012 dice che le italiane sono state 430 e 209 straniere. E ancora: all’ospedale di Livorno, complessivamente, si sono rivolte in 348, a Cecina in 160, a Villamarina in 98 e a Portoferraio in 33.

L’incidenza dell’obiezione di coscienza si rileva, qua come nel resto del Paese, soprattutto al Sud, un ostacolo nell’applicazione della 194 ed evidenzia l’incapacità del sistema sanitario pubblico a gestire correttamente la normativa. Il calo delle interruzioni si può leggere anche in questa chiave.

Dall’altra parte, ci sono le attività di prevenzione che nell’Asl 6 si sono sviluppate attraverso l'azione dei consultori con le attività di educazione alla sessualità nelle scuole, quelle di sostegno alla maternità e con la consulenza per la procreazione responsabile.

Fonti aziendali fanno notare che, per promuovere in modo più efficace la consapevolezza e la competenza delle donne, è particolarmente importante l'attività svolta all'interno dei Consultori Giovani e, dove c’è, del Consultorio migranti. Due sportelli strutturati per queste fasce di popolazione in cui è necessario un approccio specifico e mirato e dove occorrono metodologie di intervento differenti.

«Vista l'importanza della tematica e le criticità emergenti relative ai crescenti fenomeni dell'immigrazione e del disagio sociale, - aggiungono le stesse fonti - è necessario mantenere alto il livello di attenzione individuando strategie di prevenzione differenziate per le diverse fasce d'età».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web