Il dolore
Al panorama nessuno ha pensato
Francardi sulle palazzine: «Un’opportuna sintesi tra interesse privato e la mitigazione dell’impatto»
PIOMBINO. Le polemiche sulle palazzine di viale Michelangelo non accennano a diminuire, assumendo anche toni aspri. Tra le forze politiche l’unico ad intervenire dopo la notifica della sanzione al costruttore di 100mila ero è stata l’Udc con il consigliere Luigi Coppola, che ha presentato un’interrogazione al sindaco. Ma prima ancora, nell’ultimo consiglio comunale, era stato il il Rinaldo Barsotti del Pd a presentare un’interrogazione, alla quale l’assessore all’urbanistica Luciano Francardi ha fornito una risposta scritta.
«L’insediamento residenziale di consistente entità (circa 27.800 mc, per il quale il Prg approvato nel 1997 – sottolinea Francardi – ha predeterminato l’area nella quale collocare i fabbricati (pari a 42.600 mq) stabilendo nel contempo che questi non possono superare i due piani rispetto alla quota naturale dei terreni, e che il nuovo intervento dovrà perseguire l’obiettivo della contestualizzazione con le soluzioni tipo-morfologiche dei tessuti edilizi e degli insediamenti limitrofi. Il Prg – evidenzia – non ha stabilito ulteriori prescrizioni volte a definire i rapporti tra il nuovo edificato con le aree di via della Pace».
Vale a dire che, insomma, quando è stato stabilito di permettere l’intervento, nessuno ha preso in considerazione quel che poteva accadere nella parte superiore della collina.
Durante il secondo passaggio fondamentale, il piano di lottizzazione, «la scelta progettuale, tenendo conto dei condizionamenti morfologici (la forte pendenza) – afferma l’assessore – si è sostanziata nella individuazione di due distinti ambiti: quello ad Ovest occupato da un edificato più “denso” che si pone in relazione con un contesto notevolmente compromesso dalla presenza di fabbricati esistenti di notevole dimensione, e quello ad Est, formato da edifici di dimensioni, e in alcuni casi di altezze inferiori, che vanno ad occupare un area maggiormente visibili dalla viabilità a monte, impostati su quote inferiori».
Una precisa scelta, dunque, che secondo l’assessore Francardi è stata «un’opportuna sintesi tra le finalità private orientate, per ovvie ragioni, alla massimizzazione delle potenzialità edificatorie legittimate dalle previsioni urbanistiche e le indicazioni impartite dal Comune, sostenute da molteplici e condivisi contributi istruttori forniti dai soggetti e dagli enti competenti, orientate ad una, per quanto possibile, mitigazione degli impatti sul contesto urbano circostante».
E su quel piano, ricorda Francardi, «non è stata presentata alcuna osservazione, né sono emersi rilievi sull’impatto paesaggistico in sede di commissione consiliare».
Quel che è successo dopo è noto. I cittadini si sono ritrovati di fronte quel muro al posto del panorama ed hanno iniziato a rumoreggiare. È così che sul cantiere sono stati spediti i vigili edilizi che hanno riscontrato le difformità nelle altezze. Demolire? Secondo Francardi non era possibile andare oltre la sanzione. Tuttavia promette di restituire quello che quel che è stato tolto alla città, realizzando, con quei 100mila euro della sanzione, un altro belvedere attrezzato.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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