Il Tirreno

«Senza cibo per 40 giorni, ho perso 9 chili»

«Senza cibo per 40 giorni, ho perso 9 chili»

Il racconto di Tommaso Dell’Agnello: ora non vedo l’ora di tornare a giocare a pallacanestro

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LIVORNO. «Per quaranta giorni ho mangiato solo cibo liofilizzato e per questo ho perso nove chili, ma da quando mi hanno tolto i ferri dalla bocca e ho ripreso a masticare normalmente ho iniziato a riprendere peso. Adesso quello che vorrei fare è tornare a giocare a pallacanestro ma per questo dovrò aspettare la prossima stagione».

La vita di Tommaso Dell’Agnello, 22 anni da compiere il prossimo 9 di giugno, giocatore delle minors toscane e figlio di Sandro, ex professionista e ora allenatore, è cambiata la sera del 20 gennaio quando è stato picchiato in discoteca da un gruppo di ragazzi dopo una lite per via di una ragazza.

Poche ore prima Tommy, che da due anni è tesserato per il Basket Venturina, campionato toscano di C2, aveva vinto sul campo di Montespertoli una gara che aveva rilanciato i suoi verso la salvezza, traguardo che ora è sempre più difficile da raggiungere. «I miei compagni vado a vederli spesso e mi dispiace per come sta andando la stagione anche per questo vorrei essere in campo a dare loro una mano».

Poi la memoria torna alla notte di due mesi e mezzo fa. «Ero a ballare con due amici, stavo parlando con questa ragazza e poi sono stato aggredito e preso a pugni. Sinceramente dopo le botte non mi ero reso conto di quello che era successo. Ho pensato: “Mi hanno dato un pungo, ho preso qualche cazzotto ma non sarà così grave”. Invece quando sono tornato a casa e poi sono andato al pronto soccorso mi hanno detto della mandibola: era rotta».

Il giorno successivo l’operazione nel reparto di chirurgia maxillofacciale dell’ospedale Cisanello di Pisa. «Devo essere sincero - prosegue - il dolore non è stato insopportabile, solo i primi giorni ho avuto un po’ di fastidio. Il problema è stato soprattutto legato al cibo. Per quaranta giorni non ho mai mangiato alimenti solidi, mi nutrivo con cibi liofilizzati che assimilavo attraverso un cannuccia. Per questo ho perso tutto quel peso».

Di quella sera Tommaso si porterà dietro un ricordo: le capsule interne che il chirurgo gli ha messo per ricostruire la frattura bilaterale alla mandibola. «Quelle resteranno per sempre - dice - ma adesso sto bene, il peggio è alle spalle».

(f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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