Il dolore
Salvato l’ufficio del giudice di pace
I 70mila euro annui necessari saranno sborsati dai Comuni
PIOMBINO. Il giudice di pace resterà. Si aspetta la conferma del ministero della Giustizia a cui è stata inviata la delibera appena approvata dalla giunta.
Ci sono tutte le premesse economiche affinchè il nulla-osta arrivi. Perchè il taglio operato dal governo è legato alla revisione della spesa pubblica.
Nella delibera sono accolti i criteri che erano stati individuati qualche tempo fa e che avevano ricevuto il placet di diverse forze politiche.
In sostanza, i Comuni di Piombino, Campiglia, Suvereto e San Vincenzo copriranno i costi ripartendoli in maniera proporzionale al numero degli abitanti.
La spesa stimata annualmente è di poco più di 70 mila euro. La voce principale riguarda il personale, col mantenimento dei tre operatori necessari (due esecutori amministrativi e un istruttore) per un ammontare di 56.633 euro.
Gli altri capitoli di spesa includono 2.700 euro per l’affitto dei locali di via De Amicis, di proprietà del Comune di Piombino. Che si è impegnato a coprire circa 42 mila euro del totale dei costi annui. Segue Campiglia con poco più di 16 mila, San Vincenzo con 8.556 e Suvereto con 3.830.
Con la delibera, ci sono tutte le premesse affinchè il giudice di pace possa continuare a svolgere la sua attività di organo di giustizia più vicino al cittadino, svolgendo funzioni importanti in materia di contenzioso, oltre a coprire compiti rilevanti di conciliazione.
«La soppressione - si legge nella delibera - potrebbe comportare una ingiusta rinuncia al ricorso alla giustizia per i cittadini che sarebbero costretti a spostarsi a Livorno, distante oltre 80 chilometri, per poter affrontare controversie del valore fino a 5 mila euro quali quelle rientranti nella competenza del giudice di pace».
A favore del mantenimento depone anche la grande attività svolta dal giudice di pace. E il rischio di vanificare l’esperienza maturata in questi anni, disperdendo il prezioso patrimonio di collaborazione tessuto con le forze dell’ordine, con gli enti locali e con gli organismi di rappresentanza della società civile, tenuto conto anche delle competenze penali attribuite.
A questo punto dai Comuni di Campiglia, San Vincenzo e Suvereto - che avevano già optato per questa soluzione - si aspetta l’adesione formale al progetto di mantenimento affinchè si impegnino ad accollarsi la quota a proprio carico. Quando il ministero accoglierà la richiesta, sarà stipulato un accordo specifico tra tutte le amministrazioni interessate.
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