Sicurezza
Pasqua bagnata, alberghi dell’isola a bocca asciutta
Nel weekend i traghetti hanno caricato circa 1500 auto De Ferrari: «Numeri scarsi, ma in linea con i dati toscani»
PORTOFERRAIO. Non è stato un ponte esaltante. Ma è avvenuto all’insegna del maltempo e della pioggia. Lo dice la Federalberghi e le compagnie di navigazione lo confermano. Mille e cinquecento autovetture trasportate e riportate fino a ieri pomeriggio in continente. A tanto ammontano i mezzi che sono stati imbarcati a Portoferraio e a Rio Marina, diretti a Piombino. Circa quattromila e trecento (fra questi anche elbani che risiedono in continente) invece sono stati i passeggeri che hanno optato per l’Elba, dove trascorrere la Pasqua e Pasquetta. Ventitré le corse effettuate dalle due società di navigazione, la pubblica Toremar e la privata Moby Lines.
La Toremar, fra l’altro, ha fatto coincidere, con questo ponte, l’orario che adotterà nel periodo estivo. In più la politica dei prezzi più convenienti rispetto allo scorso anno, nonostante i recenti rincari del gasolio. Tutto (apertura anticipata degli alberghi, prezzi identici al listino 2012 dell’anno scorso e proposte alternative di trekking ed escursioni in canoa) deponeva a favore di un inizio incoraggiante. Invece il clima non è stato dalla parte degli imprenditori turistici elbani. Che hanno ostentato, oggi a bocce ferme e tirando le somme, un sorriso molto stentato, dunque. Denti stretti soprattutto per gli albergatori, che in 40 su 120 strutture esistenti sull’isola, avevano scelto di aprire i battenti dei loro hotel proprio in questo periodo e di fatto far iniziare la stagione proprio dal primo ponte di primavera.
«Il trenta per cento delle aziende – dice Massimo De Ferrari, presidente degli albergatori dell’Elba – è rimasto vuoto». Può sembrare un debacle, se non venisse confermato il dato dall’andamento delle presenze negli alberghi della Toscana. «Siamo perfettamente in linea – commenta ancora il presidente – con quanto si è verificato sulla costa tirrenica e negli altri centri della Toscana». E si fa un’analisi del dato. «La Pasqua è caduta troppo presto – dice Lucio Di Biase, vicepresidente della Federalberghi della Toscana e vice presidente anche degli albergatori dell’Elba – ancora in linea con una stentata primavera. E poi anche i mass media ci hanno messo del loro ad annunciare una variabilità del clima». Le previsioni sull’andamento meteorologico del ponte pasquale hanno freddato le prenotazioni negli alberghi; ma nonostante questo un po’ di gente è arrivata comunque sull’isola. Sono i proprietari di seconde case, o gli intestatari di appartamenti. «Le cose sono andate decisamente meglio – puntualizza ancora Lucio Di Biase – nel settore della ristorazione, nei principali centri dell’Isola. Un dato comunque confortante è una leggera ripresa, sia pure timida, di stranieri che hanno cominciato a venire all’Elba anche in bassa stagione». Pasqua, dunque archiviata, adesso si guarda al prossimo appuntamento. «La vera cartina di tornasole – conclude Massimo De Ferrari – sarà il 25 aprile, quando l’ottanta per cento degli alberghi sarà aperto. Il rimanente lo farà dopo la prima quindicina di maggio».
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